Ossessione è il brano in gara di Samurai Jay alla 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Ritmi latini senza tradire le proprie origini con semplicità e spontaneità. Il sindaco di Mugnano Luigi Sarnataro, i concittadini e l’intera comunità sono in festa.
Abbiamo raggiunto telefonicamente anche la madre di Samurai Jay che ci ha rivelato l’ansia per la prestazione del figlio durante tutta la giornata prima che il Festival di Sanremo iniziasse.
“Ho camminato ininterrottamente e ieri sera, ho pregato e ho guardato l’esibizione in una stanza e mio marito in un’altra. Una gioia immensa vederlo scendere le scale dell’Ariston sorridente. Mi ha riportato alla memoria quando lo accompagnai per la prima volta sulle scale della metropolitana di Chiaiano e lui mi esclamò con estremo stupore: mamma è l’America!”.
Ecco Samurai Jay di Mugnano, arriva sul palco del Festival di Sanremo e porta allegria, gioia, l’incredulità di chi vede un sogno realizzarsi. La musica è sempre stata parte integrante della sua vita sin da piccolo. I genitori appena percepita la propensione alla musica, lo hanno supportato e infatti, le scelte anche scolastiche sono state indirizzate lì.
Per quanto riguarda il paragone con Bad Bunny si dice molto contenta e anche il figlio ne è felice. Ci racconta di come il piccolo Gennaro, questo il vero nome di Samurai Jay, era soprannominato l’ingegnere perché trovava sempre modi per produrre suoni come quella volta che con una bottiglietta d’acqua e dei ceci scotchata per bene, si divertiva ad usarla come maracas. Ha anche utilizzato il salvadanaio di latta, scuotendolo.
L’affetto che Samurai Jay sta ricevendo dai suoi concittadini riempie il cuore e un bel momento sarebbe organizzare, per il ritorno a casa, una festa tra la sua gente per celebrare quest’obiettivo raggiunto.


