Sarà processo per Mario Landolfi, 48enne di Sant’Anastasia accusato del duplice omicidio di Sara Tkacz, 29enne di Santa Maria Capua Vetere di origini polacche, e Lyuba Hlyva, 49enne ucraina, trovate in un cantiere di viale Italia a Pollena Trocchia il 15 maggio 2026. E’ quanto stabilito dal gip Giusi Piscitelli del tribunale di Nola che ha accolto la richiesta di giudizio immediato disposta da Martina Salvati e Simone Rappucci.
Il 48enne, assistito dall’avvocato Mario Pelliccio, dovrà presentarsi davanti alla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli nel mese di dicembre.
Uccise due prostitute nel cantiere a Pollena Trocchia, Landolfi andrà a processo
Landolfi, disoccupato e tossicodipendente, fu rintracciato dai carabinieri sulla scorta delle informazioni fornite da una coppia di giovani, che lo videro entrare nel cantiere in compagnia di una donna e, un quarto d’ora dopo, uscire da solo con in mano una borsa femminile. I ragazzi insospettiti allertarono i militari dell’Arma, fornendo descrizioni, targa e modello dell’automobile, una Opel Corsa. Quando i carabinieri di Cercola entrarono nello stabile, trovarono i due cadaveri, di due prostitute, con ferite e traumi che facevano intuire che la morte fosse sopraggiunta per una caduta dall’alto. Furono gettate dal secondo piano dell’edificio fatiscente nell’antro di quella che sarebbe dovuta diventare la tromba delle scale, con annesso vano ascensore.
La prima ad essere stata ammazzata fu la 49enne ucraina nella serata del 16 maggio e a meno di 24 ore di distanza nella serata del 17 maggio , fu uccisa la 29enne casertana. Riguardo la prima vittima l’assassino ha ammesso di averla prelevata a Napoli Zona Gianturco il 16 maggio, di averla fatta salire in automobile. Si sarebbero accordati per 80 euro per la prestazione e 35 per l’albergo e l’avrebbe portata nella palazzina di Pollena Trocchia; lì sarebbe nata la discussione poiché la donna si sarebbe resa conto che lui voleva consumare il rapporto in quell’edificio fatiscente e non in albergo. Nella lotta la vittima si sarebbe difesa, ferendo Landolfi con le unghie ai polsi. Lì il killer avrebbe maturato l’idea di spingerla giù ed ucciderla. Stesso modus operandi per la seconda vittima, Sara.
Il secondo assassinio e la rapina alla prostituta trans
Nel pomeriggio del 17 maggio l’incontro. Si sarebbero accordati per cento euro e l’avrebbe portata a Pollena Trocchia, nella palazzina al secondo piano. Lì, prima di consumare la prestazione, avrebbero avuto una lite: la ragazza avrebbe chiesto 150 euro. Ci sarebbe stata quindi una colluttazione vicino alla tromba delle scale e la spinta nel vuoto, fatale. Lui avrebbe tentato di recuperare il corpo con una fune che aveva in auto ma senza riuscirci. Prima di compiere tale omicidio Landolfi era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. A carico di Landolfi la contestazione del duplice omicidio con l’aggravante dei motivi abietti e futili.
Contestata inoltre una rapina aggravata dalle minacce e dall’uso delle armi ai danni di Joseph Favour, una transessuale, che avrebbe condotto in un posto isolato in auto e dopo averle puntato un coltello da cucina alla gola le avrebbe intimato di consegnargli la borsa che aveva a tracolla per poi strappandola con forza dal collo sottraendo la borsa e il suo contenuto (un Iphone 11, 15 euro in contanti e un gel lubrificante) La rapina avvenne nella stessa notte dell’ultimo omicidio.
I magistrati non hanno mai escluso l’ipotesi che Landolfi fosse un ‘seriale’ anche per i particolari souvenir trovati a casa sua come la borsa di una delle due vittime, i gusti sessuali come la predilizione delle prostitute dell’Europa dell’Est e i transessuali oltre che per la personalità ‘agghiacciante’ emersa già in fase di interrogatorio. I familiari della vittima casertana sono assistiti dall’avvocato Paolo Raimondo.

