Ucciso davanti al nipotino, qualcuno nel rione ha offerto ospitalità ai killer di Mignano

Chi ha ucciso Luigi Mignano (e ferito il figlio Pasquale) aveva una base nel rione Villa. Un appoggio logistico più che mai necessario per portare a termine con successo la spedizione di morte. E’ questa l’indiscrezione balzata negli ultimi giorni negli ambienti investigativi (le indagini sono affidate alla squadra mobile) che vedrebbe dunque Mignano (cognato del boss Ciro Rinaldi ‘My way’) freddato da due killer che, forse, avrebbero atteso per tutta la notte prima di compiere la loro ‘missione di morte’. Qualcuno ha aiutato i sicari, qualcuno ha agevolato il ‘lavoro’ dei killer fornendo supporto logistico e indicazioni: le attenzioni delle forze dell’ordine si sono dapprima concentrati su esponenti del gruppo D’Amico, ‘costola’ dei Mazzarella (nemici storici dei Rinaldi) che abitano proprio nel rione Villa. Una pista per certi versi scontata. Ecco dunque che ha iniziato a farsi strada un’altra ipotesi ben più agghiacciante che vedrebbe un insospettabile ‘dietro le quinte’ dell’omicidio, qualcuno che avrebbe agito nell’ombra. Si continua a indagare inoltre sulla fazione dei Mazzarella stanziata a San Giorgio a Cremano, quella che potrebbe contare su una batteria di fuoco e soprattutto sul famigerato ‘Uomo nero’, il giovane ras che con le sue scorribande ha creato in passato più di un problema ai Rinaldi. Gli uomini di ‘My way’, sussurrano ‘voci di strada’, starebbero aspettando il momento opportuno per ‘rispondere’ ai nemici.