Sono cominciate questa mattina all’interno dei padiglioni allestiti alla Mostra d’Oltremare le vaccinazioni al personale medico e sanitario dell’Asl Napoli 1 Centro, nuovo centro di somministrazione individuato dalla direzione generale dell’azienda sanitaria napoletana. Già dalle prime ore del mattino diverse centinaia di persone erano in fila in attesa dell’inizio vero e proprio delle inoculazioni che andranno avanti anche nei prossimi giorni nella struttura di Fuorigrotta ad un ritmo di 1500 fiale utilizzate ogni giorno, secondo le previsioni fatte dalla stessa Asl.

«Siamo certi che già oggi supereremo i 1500 vaccinati come già accaduto all’Ospedale del Mare in cui abbiamo superati di gran lunga le 1200 persone» ha affermato in proposito in mattinata il direttore sanitario dell’Asl Napoli 1 Centro MariaCorvino aggiungendo: «Alle 8.30 abbiamo aperto i cancelli ed è subito iniziata la vaccinazione nei 15 box tutti con infermiere e medico» con la presenza di «70 addetti per tutte le mansioni. Vacciniamo ora tutti i lavoratori che stanno al centro dell’emergenza, negli ospedali, nei distretti sanitari, nei laboratori. Poi ci sarà il richiamo per loro e poi partiremo con a fase T2 per i cittadini».

In Campania, inoltre, sono state oltre 40.000 le vaccinazioni. Cifra, questa, che la colloca al quinto posto in Italia.

Assembramenti all’estreno, ma ordine all’interno

All’esterno diverse persone in fila hanno lamentato qualche assembramento di troppo – sempre da evitare in questo periodo – ma all’interno della Mostra sia il flusso che il successivo deflusso verso la sala di osservazione della platea sanitaria e medica chiamata a ricevere il vaccino sono apparsi ordinati. «Le file sono ordinate le vaccinazioni proseguono speditamente», la soddisfazione espressa dal direttore della programmazione aziendale dell’Asl Napoli 1 alla Mostra d’Oltremare Marco Papa secondo cui «se proseguiamo a questo ritmo, nel giro di una settimana possiamo finire i sanitari della città di Napoli. Abbiamoha spiegato Papa16.000 adesioni al momento e stiamo reiterando le domande a chi non ha accettato subito, è prevista una nuova consegna di dosi nella prossima settimana. Oggi abbiamo qui 2500 dosi a disposizione pronte nei frigoriferi, poi dall’Ospedale del Mare e dal San Paolo arriveranno altre dosi». Non mancano però, in questa giornata inaugurale, lamentele proprio per le lunghe file e le lunghe attese soprattutto nel pomeriggio quando la pioggia aumenta la sua intensità.  «Io avrei fatto distretto per distretto dell’Asl Napoli 1 Centro senza assembrarsi qui fuori con la pioggia», afferma un infermiere che attorno alle 11 è ancora lontano dall’ingresso della Mostra d’Oltremare. A pensarla così, nonostante la soddisfazione di essersi tolta il peso della vaccinazione è Loredana Coscione, operatrice di Villa Camaldoli. «La somministrazione del vaccino è filata liscia, ma all’esterno c’era troppa gente ad attendere; è impensabile agire in questo modo. Eravamo in fila dalle 7.30 ma siamo entrati alle 10» afferma piuttosto adirata la donna. Discorso simile lo fa Giulia, medico per tanto tempo al Cardarelli e ora in servizio in una clinica convenzionata che indossa la spilla con su scritto “Io mi sono vaccinata”. «L’organizzazione è buona, tranne che per qualche assembramento fuori. All’inizio – confessa – non ero convinta di vaccinarmi perché il vaccino era nuovo e con un periodo ridotto di sperimentazione ma poi ho pensato fosse giusto farlo». Alle prime ore del mattino incrociamo chi è diligentemente in fila e può contare pure sulla clemenza del tempo. Tra questi Ernestina, psicologa impegnata in servizi socio-sanitari dell’Asl. «Pure se la sperimentazione è durata poco, non è detto che il vaccino non sia sicuro, una certa velocità l’abbiamo richiesta noi. Io sono contenta di ricevere la somministrazione, non ho paura e sono anche emozionata». Vincenzo, infermiere all’Hermitage di Capodimonte clinica all’interno della quale c’è un reparto per pazienti Covid dice: «Appena terminato il turno di notte sono giunto qui per vaccinarmi. Per me è la fine di un incubo, perché la preoccupazione maggiore era portare la malattia a casa». Biagio invece è un chirurgo che opera in alcune strutture accreditate, è convinto ci siano delle «criticità in questa prima fase. Speriamo che con il personale richiamato in servizio si possa migliorare perché così non si va lontano».

E alla fine della somministrazione ai medici, quando inizieranno le vaccinazioni per il resto della popolazione? Il direttore Papa ha tracciato il percorso che verrà seguito. «Al termine dei sanitari faremo il punto e poi cominceremo con la popolazione, ci regoleremo sulle priorità indicate dal governo e della Regione sulla tipologia di vaccino. Penso che già dalla fine del mese di febbraio potranno venire i cittadini a cominciare dagli anziani».

 

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