Aveva solo 11 anni il piccolo Vincenzo Semeraro, il bambino morto per un linfoma linfoblastico primitivo nelle ossa. Lacrime e commozione in città alla notizia della sua prematura dipartita. Disperazione degli amichetti per l’ultimo saluto a Vincenzo. Immagini strazianti poco prima del trasferimento al cimitero San Brunone quando, al momento del passaggio del carro funebre, i piccoli amici si sono addossati al vetro del mezzo sfogando il loro dolore con urla e lacrime.

La raccolta fondi per Vincenzo Semeraro

Grazie a una gara di solidarietà erano stati raccolti oltre 8mila euro per contribuire a sostenere le spese della lunga degenza a Roma, dove il piccolo si era trasferito per un trattamento di immunoterapia e poi il trapianto del midollo. Ma Vincenzo non è riuscito a vincere la sua battaglia. Diverse centinaia di persone si sono radunate in piazza Caduti sul lavoro, ex piazza Masaccio, per il passaggio del feretro. «Hanno rubato il futuro ad una generazionescrive su Facebook il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonellie continuano a parlare di miliardi persi dimenticando il valore delle vite umane perse nella città dell’Ilva».

Il lungo applauso «ha aperto un varcosottolinea l’associazione Genitori Tarantinie la bara tra le luci di Natale e la nostra gente, era di un bianco abbagliante, portava con sé l’età del gioco, della spensieratezza, della purezza. Ma era una bara e dentro c’era un bambino tarantino. Abbiamo visto bambini dell’età di Vincenzo piangere, aggrappati alle loro madri, gli occhi pieni di paura». Ma, conclude il movimento ambientalista, «i bambini non devono avere paura e non devono piangere un loro amico. Una storia vista e vissuta già troppe volte».

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