Mancò di rispetto al clan, fu ammazzato dagli Scissionisti: chiesti 4 ergastoli

Mancò di rispetto al clan specie in una fase in cui maturava l’alleanza tra gli Amato-Pagano e i Lo Russo di Miano. L’omicidio di Vincenzo Zambrano ‘o spagnol è uno di quei delitti che ‘spiegano’ come le alleanze e le trame nell’area nord si fanno e si disfano il più delle volte a suon di morti ammazzati. Ieri in sei hanno scelto il rito abbreviato: alla sbarra di sono Cesare PaganoAntonio Lo RussoAntonio EspositoOscar PecorelliGiuseppe D’Ercole e Biagio Esposito.

Per loro la DDA ha chiesto 4 ergastoli e 26 anni di reclusione. Massima pena chiesta per Cesare Pagano, Giuseppe D’Erede,  Antonio Esposito, Oscar Pecorelli,  mentre ha richiesto 14 anni per Biagio Esposito e 12 anni per Antonio Lo Russo, oggi entrambi collaboratori di giustizia.

Zambrano morì per il suo comportamento poco rispettoso per i suoi superiori. Punito, dunque, per uno sgarro. Un affronto che in terra di camorra significa morte certa. Secondo la ricostruzione della Procura il ras, colonnello degli Amato-Pagano, fu punito proprio perchè non volle contraccambiare ad un favore ad un altro scissionista. Di quel delitto ha parlato il pentito Biagio Esposito:«La vittima era del rione Sanità e per paura si era rifugiato a Malaga dove aveva conosciuto Domenico Antonio Pagano, detto “zì Mimì”. Siamo negli anni precedenti alla faida. Quando scoppiò quest’ultima Enzo rientrò a Napoli in quanto a quel punto aveva la nostra protezione. Tuttavia i rapporti poi si deteriorano a causa del carattere di questo ragazzo che era irriverente e offendeva continuamente. Ricordo che si era fidanzato con una ragazza che abitava nella zona dei “Puffi” la quale era intestataria dell’appartamento dove fu poi arrestato Carmine Cerrato. Gli chiesi un favore personale, nel senso di disporre dell’appartamento per “zì Mimì”, ma rifiutò»