Weekend rovente: parte l’assalto alle spiagge. Napoli monitorata dal Ministero

Dopo una lunghissima attesa è finalmente giunto il primo vero weekend estivo. Temperature africane per il secondo fine settimana di giugno che si prospetta bollente. Napoli è una delle città più monitorate per questa prima vera ondata di caldo che si appresta a far boccheggiare i tanti napoletani che resteranno in città, così come quelli che invece troveranno un po’ di refrigerio sulle coste partenopee e del basso casertano.

Sabato 8 il cielo sarà sereno, con temperature che arriveranno a sfiorare i 32 gradi. Domenica, temperature ancora più alte con i termometri che raggiungeranno i 33 gradi con cielo poco nuvoloso. Le condizioni giuste per la prima tintarella dell’estate 2019 che si è fatta attendere più del solito.

Prevenire gli effetti negativi del caldo sulla salute, soprattutto delle persone più fragili: è l’obiettivo della pubblicazione sul portale del Ministero della Salute dei bollettini sulle ondate di calore in Italia. I bollettini sono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, nell’ambito del Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal ministero. Vengono pubblicati, come ogni anno dal lunedì al venerdì, a partire da metà maggio fino a metà settembre. Il sistema operativo è dislocato in 27 città italiane e consente di individuare, giornalmente, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche a rischio per la salute, soprattutto dei soggetti vulnerabili: anziani, malati cronici, bambini, donne in gravidanza.

Le città monitorate sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. I bollettini sono consultabili anche attraverso la APP Caldo e Salute, realizzata dal ministero della Salute in collaborazione con  il Dipartimento di Epidemiologia del servizio sanitario della Regione Lazio – ASL Roma 1.