Willie Peyote in concerto a Napoli, sold out all’Hart per il rap di Guglielmo Bruno

In momenti di movimento del rap italiano sui palchi del meridione, giunge qui anche Guglielmo Bruno (in arte Willie Peyote) con la sua banda  (Dario Panza alla batteria, Luca Romeo al basso, Marco Rosito alla chitarra e Matteo Bemolle alle tastiere) in concerto all’Hart a Napoli. Dopo un’attesa da Educazione Sabauda, durata anni, il Peyote ritorna in scena con Sindrome di Toret, dopo le polemiche poste dalla critica all’album precedente; un album che ha smosso profondamente le coscienze dei fan fornendo punti chiari su cui soffermarsi e riflettere.
Un live energico, diverso da quelli che la scena Alternative Hip Hop italiana ci ha abituato. La presenza minuta ma al tempo stesso imponente di Willie va ad inspessirsi via via ad ogni brano riprodotto con fedeltà dall’album, senza sbavature o riduzioni.
Che l’elemento caratterizzante di Wllie sia la capacità di esprimere concetti, tenuti  in equilibrio sulla sottilissima linea che divide il populismo da uno spunto di riflessione, è cosa ben nota già dai tempi di Educazione Sabauda.  Le cui tematiche sono trattate con nitidezza e linearità di contenuto tale da tener fede al pilastro centrale della “filosofia” del Peyote centrata sulla libertà d’espressione. Espressione che è stata anche punto di aggancio quasi onnipresente durante il live.
Il concerto si è mosso coerentemente da quanto annunciato, discretamente in orario sulla tabella di marcia. Ad accogliere la banda, un calorosissimo ed attivisimo sold-out urlante ed agitato, preparato su ogni canzone, testimonianza della potenza della musica di Willie, la cui sottigliezza si scontra col quotidiano di gran parte dei suoi ascoltatori fumatori e innamorati. Le vibrazioni positive dilagavano nell’Hart al punto da far sembrare la quantità di fan triplicata, il caldo e le sensazioni scaturite dal live tenevano altissimo il livello dell’esibizione, del resto da Willie non ci si può aspettare il contrario.

Willy Peyote durante il concerto a Napoli
Willy Peyote durante il concerto a Napoli

Il disco sul quale si è focalizzata la scaletta è Ostentazione della Sindrome di Toret con la presenza di numerosi brani fedeli del precedente album,  con brevi pause tra un pezzo e l’altro, in cui Willie, dialogando col pubblico (e con gli stessi componenti), ha toccato temi più disparati. L’incipit sull’amore è stato un metaforico ‘trampolino’ con cui Ottima scusa e Willie Pooh sono state connesse e differenziate come voce dell’ amore profano e sacro.  Willie chiarisce anche  i fraintendimenti che le precedenti critiche lo hanno disegnato come gretto e maschilista con la canzone Donna Bisestile . In aggiunta,sono state motivo di risata per i fan napoletani sentir sottili allusioni da parte dell’artista verso l’acerrima nemica della squadra di calcio partenopea. Una divertente analisi, sul nuovo decennio, da parte di Willie, in apertura a Dittatura dei non fumatori, in cui si definisce il contatto, oltre che col pubblico, anche col suo corpo di banda, ridendo apertamente della nuova moda dello ‘svapo’ e delle sigarette elettroniche, criticate da ottimo fumatore di sigarette vecchia scuola. Netto il suo punto di vista e posizione politica ben opposta alla destra  italiana propostasi in politica, con un paio di battute in rime, con critiche aspre contro i corpi d’armata e morti nelle carceri italiane, che gli ha fatto guadagnare una gran bella quantità di decibel da parte del pubblico.

Le sonorità hanno spaziato dai beat tipicamente hip hop, i 90’ vecchia scuola a cui siamo abituati, coniugando una dose di rock, non disturbante nel quadro dell’album, a una base tipicamente jazz (con annesso prolungamento sul palco)definibile come un “motore”  potente per far saltare e soprattutto sudare chi, di questi tempi, più che militare, preferisce pensare (Willie Peyote)

 

servizio a cura di  Emanuele De Marino, Sara Pacilio e Alessandra Guglielmi