Scampia resta senza speranza, lo sportello Anticamorra è chiuso da due anni

sportello anticamorra Antonio Landieri Scampia chiuso

All’VIII Municipalità di Scampia, lo sportello Anticamorra Antonio Landieri è oramai solo un pallido ricordo. Da due anni, l’ufficio al piano terra della sede di viale della Resistenza che offriva aiuto e tutela a chi era vittima di vessazioni dei clan ha chiuso i battenti fallendo la mission che si era dato. Uno smacco per le associazioni del territorio e soprattutto per chi vedeva nello sportello Anticamorra un’ancora di salvezza nel mare tempestoso delle minacce camorristiche. Le attività erano seguite dal Commissariato di Polizia di Scampia e, tra gli altri, dalla cooperativa (R)Esistenza che ora gestisce l’Officina delle Culture Gelsomina Verde in via Antonio Ghisleri, in quella che un tempo era denominata “la casa del buco’’ perché ritrovo di tossici e deposito di armi delle cosche. «L’idea iniziale – afferma il presidente di (R)Esistenza Ciro Corona –  era di far nascere all’interno del palazzo istituzionale uno sportello Anticamorra, con muri di vetro affinché non si pensasse che avevamo paura nel metterci concretamente contro i camorristi di quartiere. Animali liberati dalla segregazione, chiusura di piazze di spaccio, abusi edilizi fermati, luoghi liberati.

Lo sportello all’epoca in cui il dirigente del Commissariato di Polizia era Michele Spina raccoglieva in media 9 denunce al mese. Con un accordo tra (r)esistenza e il dirigente del commissariato si garantiva l’anonimato (da noi) e c’era l’intervento immediato sulla segnalazione». Ma poi, dopo un assalto ad un gruppo di rifugiate nigeriane in un centro d’accoglienza, la cooperativa (R)Esistenza, «per coerenza» lasciò il presidio anche perché sia con l’ex giunta municipale di Angelo Pisani che con l’attuale di Apostolos Paipais non c’è mai stato feeling, anzi non sono mancate le polemiche. Da allora, il progetto è scemato. «Ma lo sportello – cerca di superare l’empasse Corona – lo riapriremo proprio all’Officina delle Culture».

Ma proprio il presidente della giunta municipale Paipais, interpellato sulla questione, precisa: «In quell’area della Municipalità molti degli spazi al piano terra sono inagibili causa di infiltrazioni d’acqua che hanno rovinato l’intonaco. Ma non possiamo tralasciare l’aspetto della legalità, altrimenti io non sono disponibile ai dialogo. Va ricordato che se il periodo di gestione dello Sportello è superiore ad un anno, l’affidamento va fatto tramite bando pubblico. Noi siamo in contatto con la Commissione Trasparenza del Comune di Napoli e intendiamo, come sempre, incontrare la consulta delle associazioni e ovviamente coinvolgere la Polizia di Stato».