PESTATO A SANGUE DAL “BRANCO” PER UNA CATENINA

il pestaggio a due passi da piazza Kennedy

QUALIANO_ Il branco si scatena e picchia a sangue un giovane extracomunitario. Lo hanno accerchiato, rapinato e infine menato. Un’aggressione in piena regola, un pestaggio consumato a due passi dal centro. Prima gli insulti, poi gli spintoni e infine calci e pugni. Dieci, quindici contro uno. Una lotta impari e sotto gli occhi dei residenti in preda al terrore. E’ accaduto a Qualiano, qualche giorno fa. Teatro della macabra vicenda via Salomone.
Gridava, invocava aiuto, scongiurando i balordi di smetterla. La strada era deserta, ma con tutto il trambusto alcuni residenti si sono affacciati facendo in tempo a scorgere gli aggressori fuggire in moto e scomparire velocemente nel buio. Un pestaggio brutale. Una furia selvaggia ed incontrollabile. Jahmal (il nome è di fantasia), poco più che ventenne, si trova attualmente ricoverato. Ne avrà per circa un mese.
La vittima ha cercato di difendersi alla rapina. Gli hanno portato via la catenina d’argento che portava al collo. Un bottino magro eppure basta così poco per scatenare la furia dei balordi. Al tentativo di difesa dell’extracomunitario , forte e robusto, gli aggressori vi si scagliano contro, tempestandolo di calci e pugni. Tirano fuori coltelli, bottiglie di vetro rotte, bastoni e menano. Secondo un rituale ormai accertato, l’odore del sangue richiama sempre più gente. In pochi minuti la strada è bloccata. Arrivano sempre più motorini. A decine si accalcano per vedere. Quasi godere alla vista del sangue e del dolore. In pochi istanti, raggiunto da numerosi calci e pugni, il ragazzo si accascia al suolo, sanguinante e semi incosciente, con il setto nasale fratturato e numerose ferite, soprattutto al volto. Non gli è servito chiedere pietà: la gang ha colpito senza sosta, con cieca ferocia. Quando arriva la polizia, allertata da alcuni residenti, Jahmal è ormai agonizzante sull’asfalto. In pochi secondi il branco si dilegua. Degli aggressori non c’è più traccia.
Medicato in ospedale, il giovane extracomunitario è giudicato guaribile in trenta giorni.
Non dimenticherà facilmente i suoi aggressori Jahmal. Non dimenticherà mai quella ferocia così efferata. No, quei minuti di terrore — pochi probabilmente, ma tanto violenti da sembrare un’eternità — non li cancellerà. Mai.