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lunedì, Luglio 15, 2024
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Operazione ‘Tahiti’ contro il clan Mallardo

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L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba contro esponenti del clan Mallardo di Giugliano. Tre imprenditori di Formia, ritenuti organici all’organizzazione criminale che ha il centro operativo nel giuglianese sono stati arrestati. Si tratta dei fratelli Giuliano, Michele e Luigi Ascione accusati di aver reinvestito nel basso Lazio i capitali ritenuti il provento di operazioni illecite. I Finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno anche sequestrato beni per un valore di circa 50 milioni di euro. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, ha avuto come obiettivo, appunto, il clan camorristico dei Mallardo, egemone nell’area di Giugliano in Campania e con importanti propaggini nel basso Lazio. I militari della guardia di finanza stanno provvedendo a al sequestro di 114 conti correnti bancari riconducibili ai tre indagati nell’operazione.
Dalle indagini, delegate al Gico della Guardia di Finanza di Roma, è emerso come in provincia di Latina si sia da tempo radicato un gruppo criminale, facente capo ai fratelli Giuliano, Michele e Luigi Ascione, interno al clan Mallardo e dedito all’organizzazione ed allo sviluppo di attività imprenditoriali nel settore edilizio-immobiliare e del commercio di autovetture, attraverso le quali il clan di Giugliano ha reimpiegato notevoli disponibilità finanziarie di origine illecita.
L’operazione è stata denominata dagli investigatori ‘Tahiti’ dal nome dello stabilimento balneare di Fondi presso il quale si incontravano alcuni sodali del clan.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i fratelli Ascione avrebbero reinvestito nell’economia legale del sud-pontino ingenti capitali frutto delle attività illecite del clan giuglianese, utilizzando fiorenti imprese operanti nel campo edilizio-immobiliare e nel settore del commercio di autoveicoli. Quest’ultimo business del gruppo Ascione è passato anche al vaglio della Guardia di Finanza di Formia che, attraverso verifiche bancarie, ha accertato come nel periodo 2002/2005 gli Ascione abbiano fatto transitare su conti bancari loro riconducibili somme superiori a 18 milioni di euro, truffando anche alcune compagnie assicuratrici mediante richieste di risarcimento danni per sinistri mai verificatisi.
I provvedimenti cautelari eseguiti questa mattina prevedono la custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuliano, Michele e Luigi Ascione per i reati di associazione a delinquere di stampo camorristico e di intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalità mafiose.
Il sequestro preventivo è stato emesso nei confronti dei seguenti beni: 84 immobili (38 terreni e 46 fabbricati), ubicati in provincia di Latina, Napoli e Cosenza; 6 aziende, con sede nelle provincie di Napoli e Latina, operanti nel settore del commercio di autoveicoli e nel settore edilizio-immobiliare; quote societarie di un operatore economico operante nel settore della gestione di stabilimenti balneari; 15 auto e motoveicoli; 32 rapporti finanziari il cui saldo complessivo è ancora in fase di quantificazione. E’ altresì in corso il sequestro probatorio di ulteriori 114 conti bancari riconducibili agli indagati.

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