Si è svolta questa mattina nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere, l’ultima udienza del processo con rito abbreviato, a carico degli otto presunti appartenenti della banda che il 20 novembre dello scorso anno ha messo una rapina da 300mila euro ai danni della gioielleria “Momenti d’Oro” di Macerata Campania. La sentenza è attesa per mercoledì 14 gennaio prossimo, alle 11. Gli imputati rischiano in tutto 39 anni di carcere. Il pubblico ministero, infatti, ha chiesto sei anni per Anna Carandente di Qualiano, Maria Palumbo di Marano, Ciro Dalizzo di Portico di Caserta e Fortunato Scotti di Villaricca. Sette anni invece per Mariano Speranza di Marano e Gennaro De Felice, di Villaricca, nipote del boss Guido Abbinante (che ha sposato la sorella del padre) di Villaricca, cinque per Paride De Rosa di Villaricca, mentre Biagio Musella di Qualiano, difeso dall’avvocato Carlo Carandente Giarrusso, ha chiesto di patteggiare. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Raffaele Mascia e Angelo Raucci. La vicenda risale al 20 novembre del 2013, quale intorno alle 17:30, un uomo e una donna sono entrati nella gioielleria di Macerata Campania, fingendo di essere interessati ad alcuni monili. Mentre la proprietaria del negozio mostrava loro alcuni gioielli, i due sono riusciti ad immobilizzarla e a legarla con il nastro adesivo, così facendo hanno fatto entrare altre due persone, due uomini, che sono riusciti ad asportare la cassaforte e a razziare gran parte di quello che era esposto nella gioielleria. Dopo la denuncia di Silvana Di Matteo, sono state disposte intercettazioni telefoniche ed ambientali che hanno portato gli investigatori a ritenere che Palumbo e Dalizzo siano i basisti della banda. Secondo gli inquirenti si tratta dell’auto del giovane di Portico, una Mercedes, ad essere stata stata usata per il colpo e la donna, qualche giorno prima della rapina, sarebbe entrata nel negozio per chiedere informazioni su alcuni gioielli. Contro gli imputati anche le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell’esercizio commerciale. Della refurtiva, invece, non è stata trovata traccia.
Rapina alla gioielleria di Macerata Campania: mercoledì la sentenza
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