Da un lato i Romano, alleati di alcuni ex Lago e Mele; dall’altro lato l’asse Pesce-Marfella-Foglia. Pianura è in fermento al pari del terribile incrocio tra la malavita del Rione Traiano e quella di Soccavo, zone di Napoli che storicamente sono un tutt’uno da un punto di vista criminale, che ha movimentato l’estate napoletana ancora di più di quando infuriava la guerra tra “Traiano di sopra” e “Traiano di sotto”. Ma anche nel contesto attuale gli investigatori hanno le idee anche chiare e gli ultimi arresti lo dimostrano.
Al rione Traiano la guerra tra i Puccinelli-Petrone e gli“scissionisti” con base a Pianura, si incrocia con un’altra che vede protagonisti ancora i Puccinelli-Petrone in contrasto con i Vigilia di Soccavo e recentemente, secondo alcuni esperti investigatori, anche con i Sorianiello. I quali, oltre a raccogliere le voci confidenziali che partono dal territorio, riflettono pure su un’altra circostanza: la parentela di alcuni dei “ribelli” con gli Ivone. Un altro gruppo noto alle forze dell’ordine, che però per ora non sembra essere sceso in campo e non è assolutamente detto che lo faccia.
Uno scenario da incubo, ma gli investigatori hanno già preso le contromisure e in breve tempo contano di identificare gli autori anche degli altri recenti raid armati: se non tutti, almeno la maggior parte di essi. Quasi sempre i pistoleri non indossavano caschi, almeno non quelli integrali. Le indagini sulle “stese” sono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, dai colleghi della compagnia Bagnoli e dai poliziotti della squadra giudiziaria del commissariato San Paolo. Investigatori esperti, che ben conoscono il territorio e i pregiudicati che ci abitano. Così, circa un mese fa hanno fermato e rilasciato quattro presunti affiliati ai Puccinelli-Petrone dopo averli sottoposti allo Stube.
Sono sospettati (ma senza alcuna certezza, va sottolineato) di aver partecipato a uno o più raid conclusisi senza vittime. L’ultimo dei quali di questo tipo, il più grave a giudicare dallo spessore del personaggio preso di mira, avvenuto di notte. Erano passati venti minuti dalla mezzanotte quando quattro uomini su due motociclette si sono materializzati davanti alla palazzina in cui abita la famiglia del ras detenuto Antonio Vigilia e hanno fatto fuoco a ripetizione. Un guanto di sfida lanciato alla grande.
FONTE: IL ROMA
