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Guerra alla Sanità. «Uccidemmo il cugino di Sequino perchè questo aveva fatto il doppio gioco tra noi e o’gassusar»

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Emiliano Zapata Misso arrestato tre giorni fa per possesso di arma clandestina rappresenta uno di quelli che ha fatto la storia criminale della Sanità. Nel 2007 il nipote del boss Giuseppe decise di collaborare con la giustizia svelando segreti e retroscena della guerra che negli anni precedenti si era combattuta alla Sanità tra il suo gruppo e quello degli scissionisti guidati da Ettore Sabatino e Salvatore Torino ‘o gassusar. Il fatto è riportato su Cronache di Napoli. «Il primo omicidio da me commesso ha raccontato- è avvenuto nel 1999, nella zona dei Vergini ai danni di Vincenzo Greco, fatto da me commesso insieme a Maurizio De Matteo e Luigi Esposito… la decisione di commettere l’omicidio fu presa da mio zio, Giuseppe Misso«. Il suo racconto ha permesso agli inquirenti di fare luce su numerosi fatti di sangue di cui lo stesso Misso sarebbe responsabile come l’uccisione di ‘Cicciobello”, all’anagrafe Vincenzo Benitozzi, cugino dei ras Nicola e Salvatore Sequino. «Venne colpito allorché fu chiara la rottura definitiva con Nicola Sequino che, fino ad allora, aveva fatto un pò il doppio gioco tra noi e Salvatore Torino, oscillando tra gli uni e gli altri, per poi schierarsi, definitivamente con quest’ultimo». Misso, però, non ha riferito soltanto sui delitti commessi dalla sua organizzazione ma anche su alcuni episodi, come l’omicidio di Edoardo Bove e sull’agguato dell’ambulanza ossia il duplice delitto Manzo-D’Amico. Il primo, ha raccontato, sarebbe stato organizzato e eseguito dai Mazzarella perché Bove aveva manifestato l’intenzione di staccarsi dalla loro organizzazione e mettersi m proprio. Nell’altro episodio, come, poi, confermato anche dalle indagini, la responsabilità sarebbe del clan Lo Russo che voleva colpire gli avversari degli Stabile e, per questo decise di uccidere due affiliati a questi ultimi. Ricostruzioni che, oltre a dare un notevole contributo alle indagini, hanno permesso a Emiliano Zapata Misso di usufruire anche dei benefici di legge per i collaboratori di giustizia e , così, di poter far ritrno a casa dopo aver scontato il suo debito con la giustizia.

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