Via le mascherine all'aperto
Via le mascherine all'aperto

Addio alle mascherine già ad agosto. La campagna vaccinale e le restrizioni dei mesi scorsi iniziano a dare significativi segnali di miglioramento. Presto potrebbero esserci novità anche sull’obbligo dell’uso delle mascherine in pubblico. “Con i ritmi con i quali stiamo vaccinando ora, ad agosto possiamo iniziare a valutare l’ipotesi di togliere le mascherine all’aperto. Potremmo segnare così un vero ritorno alla normalità, ovviamente sempre con le dovute precauzioni“. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. “A giugno ci sarà una svolta per la campagna vaccinale: abbiamo una struttura sul territorio ben organizzata, quindi possiamo superare l’obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno. Se non arriviamo al milione, ci mancherà poco”, ha aggiunto.

Via mascherine all’aperto: l’ok degli esperti

Con i contagi – si spera – in calo e un sempre più alto numero di vaccinati cosa potrebbe succedere? Via le mascherine all’aperto ad agosto? “Dico di sì, perché si stanno attuando diverse strategie per arrivare in modo pervasivo a tutti con i vaccini“. Ad affermarlo è Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Tecnico Scientifico della Lombardia. E se “le dosi arriveranno, visto che ormai la problematica di produzione e distribuzione dovrebbe essere superata rispetto alle prime fasi, questo ci porterà, con un’alta percentuale di vaccinati, a togliere la mascherine probabilmente, come è accaduto negli Usa, all’aperto e ovviamente in spiaggia“. “Mi sarebbe piaciuta una bella moda dell’abbronzatura con la mascherina – ha aggiunto Pregliasco, scherzando su una sua proposta provocatoria – ma mi sono arrivate sui social un sacco di contestazioni quando l’ho proposta”.

Normalità e terza dose di vaccino

Se i numeri dovessero continuare ad essere incoraggianti come i trend delle ultime settimane suggeriscono, si prevede un’estate ‘quasi normale’. Questa volta, rispetto all’anno scorso, lo spettro di una nuova ondata sembra meno probabile ma tutto dipenderà dal raggiungimento dell’immunità di gregge e dalla copertura dei vaccini già effettuati. A questo proposito, le autorità e gli esperti stanno valutando l’opportunità e la tempistica per la somministrazione di una terza dose di vaccino.

“E’ assolutamente ragionevole che debba essere fatta, ma non è completamente stimabile quando dovrà essere raccomandata la somministrazione”; lo ha affermato  Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts). “La spiegazione – ha continuato – è che i tempi di osservazione dei soggetti immunizzati sono ancora limitati. È ragionevole pensare che si vada dai 10 mesi in su, cioè per 10 mesi dovrebbe mantenersi la capacità protettiva dei soggetti vaccinati, ma è anche possibile che questo intervallo temporale venga prolungato”.

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