HomeCronacaAgguato al genero del boss, aggressioni e danni nell'ospedale Covid a Boscoreale

Agguato al genero del boss, aggressioni e danni nell’ospedale Covid a Boscoreale

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L’ospedale di Boscotrecase durante l’emergenza sanitaria è stato convertito ad uso esclusivo per la cura dei pazienti covid-19 ed il pronto soccorso è stato chiuso ma su questo sembravano non essere affatto d’accordo i familiari di Giuseppe Carpentieri, il genero del boss Valentino Gionta ferito nel corso di un agguato a Torre Annunziata, che hanno forzato e danneggiato a suon di calci l’accesso al pronto soccorso per entrare e far curare il ferito. Una volta entrati nella struttura ospedaliera hanno tentato di accedere al pronto soccorso e quando vigilanza ed infermieri hanno tentato di fermarli li hanno aggrediti, strappando loro anche i dispositivi di sicurezza che avevano indosso. In seguito hanno sfondato a calci la porta del pronto soccorso ed una volta introdottisi all’interno hanno danneggiato il presidio. Quando hanno finalmente hanno realizzato che il loro parente non poteva essere curato li sono scappati verso l’ospedale Maresca di Torre del Greco. La vicenda è stata confermata al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli dal direttore sanitario Flavio Marziani.

Agguato di camorra a Torre Annunziata, colpito il genero del boss Valentino Gionta

Oggi pomeriggio si è verificato un agguato di camorra a Torre Annunziata, dove è stato ferito Giuseppe Carpentieri.  Il 50enne affiliato al clan Gionta è stato colpito mentre era affacciato al balcone, dopodiché è stato trasportato all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Il pregiudicato è il marito di Teresa Gionta, figlia del boss ergastolano Valentino. Sono partite le indagini dell’Arma dei Carabinieri.A distanza di poche ore dalla notizia di un agguato consumatosi in un palazzo di
corso Vittorio Emanuele III a Torre Annunziata nei confronti di un esponente del clan
Gionta, arriva la ferma condanna del sindaco Vincenzo Ascione.
«Neanche l’emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo da circa due mesi
riesce a fermare la mano armata della camorra. Il gravissimo episodio avvenuto oggi
pomeriggio, testimonia come la criminalità organizzata, seppur fortemente
ridimensionata da arresti e condanne, grazie al lavoro incessante delle Forze
dell’ordine e della Magistratura, continua nel tentativo di distruzione del tessuto
sociale ed economico della città.

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