InterNapoli intervista Andrea Sannino: “Lucio Dalla come Maradona, così è nata Abbracciame”

È sicuramente uno degli artisti più ascoltati del momento e si avvia a concludere un 2018 da incorniciare. Andrea Sannino l’artista cresciuto nei vicoli di Ercolano, giunto al successo con la sua “Abbracciame“, si è raccontato in un’intervista esclusiva ad InterNapoli. L’infanzia e l’adolescenza nella città degli Scavi, dove ha coltivato le due grandi passioni: il calcio e la musica. A prevalere è stata quest’ultima.

Quando hai capito che preferivi le note e la musica al calcio?

Perché mi mettevano sempre in porta (ride, ndr)! Il calcio è stato forse l’unico svago che avevamo a quei tempi. Non essendoci internet, videogame e altre attività, l’unica nostra fonte di svago era lo sport che ho però sempre visto solo come un gioco. Contemporaneamente però coltivavo la mia vera passione, la musica, e credo che alla fine sia sempre la passione a scegliere te e non il contrario.

Cosa è stato Lucio Dalla per te?

È stato un grande. Io venivo da piccole esperienze con compagnie amatoriali e conoscere uno dei più grandi geni della musica è stata una partenza incredibile. È stato come iniziare a giocare a calcio allenandosi con Maradona e quello che più sorprendeva di lui era la sua incredibile umiltà. Questo mi ha insegnato che si può arrivare in alto anche restando umili.

Tu che hai fatto tanta gavetta per emergere, cosa pensi dei talent?

Penso sia una delle ultime vetrine rimaste per poter entrare nel mondo della musica. Per mia predisposizione personale non ho mai effettuato un provino per un talent perché non mi sentivo portato ma non critico chi lo fa. Credo sia una vetrina importante per chi voglia coltivare il proprio talento. La TV ci insegna che se alla fine del programma non aggiungi un intenso studio e il contatto con la scrittura sentendoti arrivato, rischi di sparire dai palcoscenici molto presto.

“Abbracciame” ti ha fatto conoscere all’Italia e al mondo. Ci spieghi come è nata? 

“Abbracciame”, prodotta dalla Zeus Record, è nata un pomeriggio a casa di Mauro Spenillo, che fa parte insieme a Pippo Seno della mia produzione artistica. E’ nata dal nulla perché avevamo la necessità di raccontare un qualcosa della mia vita privata. Infatti credo che la gente abbia amato “Abbracciame” per la verità che racconta. In quel testo esprimo quello che realmente sento per la mia donna, oggi mia moglie, e cantare qualcosa di reale infonde un significato diverso ai testi.

L’effetto che mi fa è di continua meraviglia e credo che non mi abituerò mai, a prescindere se la cantano personaggi famosi o in un bar, sarà sempre un’emozione impagabile. Quando sono stato a New York, in viaggio di nozze, l’ho sentita cantare in un ristorante e lì mi sono accorto di come la musica possa portarti in giro per il mondo. Aggiungendo che la mia musica è fatta in napoletano, la mia lingua, il tutto diventa straordinario.

Durante la tua carriera hai potuto collaborare con diversi artisti come D’Alessio, Da Vinci e tanti altri. Come ci si sente a stare a stretto contatto con mostri sacri della musica e quanto della loro influenza c’è in Andrea Sannino?

In realtà io da ragazzo ascoltavo Pino Daniele e gli Showmen oltre a Michael Jackson ma Sal e Gigi sono due amici prima che colleghi. Mi hanno insegnato soprattutto cosa vuol dire essere napoletani agli occhi della gente, con estrema umiltà. Gigi è uno che riempie gli stadi e non dimenticherò mai quando dal nulla mi invitò a “Made in Sud”. Lo stesso Sal, grande artista e vero fenomeno teatrale, non esitò a duettare con me quando ero un ragazzino semisconosciuto. La cosa che mi porto dietro di loro due, che li accomuna, è sicuramente la generosità.

In tanti giunti al successo lasciano la propria città per vivere nelle grandi metropoli, cosa ti ha spinto a restare?

Il senso di protezione della mia terra. Il mondo dello spettacolo è un mondo particolare e con l’avvento del web ha dato la possibilità a chiunque di poter esprimere le proprie frustrazioni. Tanti artisti infatti dividono il popolo dei social in sostenitori e i cosiddetti “haters” e questo ha fatto si che il successo non mi attirasse mai realmente. Non amo nemmeno la vita mondana e preferisco il contatto diretto con la gente comune. In un certo senso Ercolano è stata una “culla” che mi ha fatto crescere attaccato a certi valori come l’amore e la famiglia. Per questo mi son voluto tenere lontano dalle cose negative che il successo può portare.

Cosa hai provato nell’ultimo concerto nella “tua” Ercolano?

Credo sia stato uno dei punti più alti, finora, della mia carriera. Io ci ero già stato negli anni precedenti ma non avevo mai avuto un risultato simile. Ancora oggi rivedo foto e video di quella serata e penso ad un risultato straordinario. Infatti alcuni colleghi che hanno tenuto concerti in piazza Pugliano mi dicono di aver fatto un piccolo record viste le tantissime persone presenti di cui non si vedeva la fine. Ricevere elogi in giro per l’Italia è gratificante ma ricevere il grazie dalla tua gente, quella che ti ha visto crescere, è qualcosa di unico che porterò per sempre con me.

Dopo l’uscita dell’ultimo album “Andrè” quali sono i progetti futuri di Andrea Sannino?

Il mondo della musica gira veloce e con l’arrivo del web sembra abbia accelerato in maniera impressionante ed un album uscito solo due mesi fa sembra già vecchio. Nell’immediato sicuramente delle quattordici tracce di “Andrè” ne farò altrettanti singoli con annessi videoclip. Questo perché ormai la gente vuole “vederle” le canzoni attraverso le varie app, ne è testimone il singolo “Na vita sana”, scritta con Pippo Seno e Gigi D’Alessio, per il quale è stato fatto un lavoro straordinario. Inoltre girerò per i teatri con il mio spettacolo, prodotto dalla “Malfi Music” di Claudio Malfi, quindi per ora i progetti resteranno incentrati ancora su “Andrè”.

Tra poco diventerai padre per la prima volta, hai già in programma una canzone da dedicare alla piccola Gioia?

Il desiderio c’è ma dev’essere, come per “Abbracciame”, spontanea e non studiata a tavolino. Sicuramente proverò una nuova emozione al momento della nascita e può darsi che la stessa mi darà l’input per scrivere un testo da dedicarle.

Punti un giorno a partecipare al Festival di Sanremo?
Certo, penso che qualsiasi artista punti un giorno a partecipare. Non ritengo però sia necessario per il successo dell’artista, lo stesso Daniele non ci ha mai partecipato e Vasco Rossi è arrivato ultimo. Vorrei vivere l’esperienza unica che regala quella settimana in cui vieni intervistato dalle radio e ti esponi ad un pubblico su scala mondiale. Basti pensare che in Russia o in America è forse l’unico evento italiano trasmesso e seguito con un certo interesse. Per questo è un’esperienza che vorrei fare, non so quando ma mai dire mai.
LE FOTO DELL’INTERVISTA AD ANDREA SANNINO