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Appassionati di kite surf sulle spiagge del litorale campano, arrivano i controlli: multe salate per i trasgressori

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Controlli serrati nel fine settimana si annunciano non solo nelle strade ma anche sulle spiagge. L’approssimarsi alla data della fase 2 del 4 maggio potrebbe portare infatti molti appassionati di kite surf ad affollare alcune spiagge del litorale napoletano e domizio-flegreo, visto soprattutto le favorevoli condizioni previste nei prossimi giorni per fare questo tipo di sport. Così le polizie municipali dei vari comuni e la guardia costiera hanno approntato un piano per effettuare una task force sull’intero litorale campano, prendendo di mira soprattutto quei tratti solitamente frequentati dagli appassionati di kite surf.

Del resto un assaggio di questi atteggiamenti irresponsabili si è già avuto in altre zone del centro-sud Italia, dove sono stati effettuati controlli e sanzionati kiters. Come a Ladispoli, per esempio, litorale laziale, dove la Guardia Costiera di Ladispoli ha denunciato la presenza di alcuni kite-surf in mare di preciso in località Palo Laziale Ladispoli. Elevate sanzioni di 400 euro a testa. Episodio simile è avvenuto un Puglia, nello specifico nel leccese, dove  tre giovani, residenti nei comuni limitrofi, con le proprie auto si sono spostati dalle rispettive abitazioni e si sono recati al mare, dove sono stati sorpresi nella tarda mattinata, dagli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Gallipoli,  impegnati nei quotidiani controlli, mentre stavano praticando kite surf in località Punta Pizzo a Gallipoli.

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I tre giovani che, con non poche difficoltà, visto il forte vento che soffiava nella giornata di oggi sul litorale ionico, sono stati fatti immediatamente rientrare sulla battigia, sono stati sanzionati dagli agenti del Commissariato con una multa di 533,00 euro ciascuno.

Cosa accadrà dal 4 maggio

Se dunque fino a lunedì 4 maggio l’attività sportiva in mare è sospesa, in molti si chiedono cosa accadrà nella fase 2. L’interpretazione dell’ultimo decreto di Conte non chiarisce moltissimo la questione. Da una parte sembra che col terminare del lockdown per le attività sportive individuali incluso il surf, finalmente si potrà tornare in mare, infatti il nuovo DPCM 26 Aprile 2020 apre infatti alle attività sportive individuali e quindi, in linea di principio, anche alla possibilità a livello nazionale di tornare a fare surf. Ma

Dal 4 maggio infatti le attività motorie e sportive individuali potranno essere svolte anche lontano da casa e non più solo in prossimità della propria abitazione, pertanto il surf è ammesso, salvo però che non sia vietato l’accesso agli arenili o al mare dalle ordinanze locali, che di fatto impedirebbero di passare all’atto pratico.

Tutto dipenderà quindi dalle ordinanze regionali e dei sindaci, che potranno disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto delle norme di contenimento. Esattamente come avviene attualmente per le spiagge, e, per effetto delle ordinanze di gran parte delle capitanerie di porto, che vietano l’accesso al mare dei natanti.

Riguardo le attività sportive il discorso del premier Conte si articola in due parti.

La prima parte, dal minuto 17:40 del video qui sotto, in cui si parla delle attività motorie e sportive in generale, quindi amatoriali, nella quale rientra il surf praticato da tutti noi comuni mortali.

“Sin qui era possibile svolgere attività motoria e sportiva solo nei pressi della propria abitazione,” dice Conte, “invece ora ci si potrà allontanare anche, ma per l’attività sportiva, che è quella più dinamica, rispettando la distanza di due metri l’uno dall’altro, mentre se si tratta di semplice attività motoria sarà sufficiente un metro.”

Lo scoglio più grosso, dunque, saranno le ordinanze locali dei sindaci o delle regioni, ad esse sarà infatti demandata l’ultima parola, in particolare per quanto riguarda l’apertura e l’accesso alle spiagge o al mare.

Ciò è confermato anche dalle disposizioni finali del decreto, che all’art.10 comma 2 ribadisce che:

“Si continuano ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni, anche d’intesa con il Ministro della salute, relativamente a specifiche aree del territorio regionale.”

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Redazione Internapoli
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