Si è concluso con una piena assoluzione il processo a carico di S.L. e S.G., imputati di Marano, per coltivazione di sostanze stupefacenti ai sensi dell’art. 73, comma 4, del dpr 309/90 dopo il sequestro avvenuto a Cellole. Il Giudice Monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott.ssa Auriemma, ha sciolto ogni riserva, pronunciando una sentenza che accoglie integralmente la linea difensiva.
Determinante, nel corso del dibattimento, il lavoro degli avvocati Gennaro Turco e Alessia Errichiello, che sono riusciti a dimostrare la totale estraneità dei propri assistiti rispetto ai fatti contestati. La strategia difensiva ha progressivamente smontato l’impianto accusatorio, evidenziandone fragilità e incongruenze.
Secondo quanto emerso in aula, l’accusa si fondava in larga parte sulle dichiarazioni di un unico testimone. Tuttavia, la sua attendibilità è stata fortemente messa in discussione durante il processo: le affermazioni rese sono state puntualmente smentite, perdendo così ogni valore probatorio.
Nonostante il rilevante quantitativo di sostanza stupefacente sequestrato nel corso delle indagini il Tribunale ha ritenuto non dimostrata la riconducibilità dello stesso agli imputati. Un elemento decisivo che ha portato all’assoluzione con formula piena.
La sentenza chiude definitivamente una vicenda giudiziaria complessa, restituendo piena libertà e dignità agli imputati, per i quali è stata riconosciuta l’assenza di qualsiasi responsabilità penale.


