Ugo De Rosa, classe 2001 di Qualiano era stato arrestato nei mesi scorsi insieme ad altre persone, tutti presunti appartenenti al clan De Rosa di Qualiano, imputati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e di concorso in estorsione consumata e tentata, delitti aggravati dal metodo mafioso, avendo gli indagati evocato la forza di intimidazione del clan De Rosa, egemone sul territorio di Qualiano.
Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Dott. Giovanni Vinciguerra, accogliendo la richiesta dell’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, ha concesso gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, prendo così al 24enne le porte del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere dove era detenuto.
Secondo una nota firmata dal procuratore Nicola Gratteri, il clan avrebbe esercitato un controllo capillare del territorio, imponendo il racket a imprenditori e commercianti locali mediante intimidazioni e minacce legate al nome e al peso criminale dell’organizzazione. Le vittime, piegate dal timore di ritorsioni, sarebbero state costrette a versare somme di denaro per poter continuare le proprie attività. Ma non solo estorsioni. L’indagine ha anche documentato l’esistenza di un gruppo organizzato per la gestione delle piazze di spaccio, attivo principalmente a Qualiano, con diramazioni anche a Villaricca e Giugliano.

