Si è concluso con un’assoluzione piena il lungo e complesso processo che vedeva imputato E.V., residente a Napoli centro, accusato di un grave episodio di traffico internazionale di stupefacenti. L’uomo era finito sotto processo con l’accusa di aver acquistato, a Roma, dieci chilogrammi di cocaina purissima da soggetti sudamericani, corrispondendo la somma di 355.000 euro. Secondo l’impianto accusatorio, E.V. avrebbe agito insieme ad altri soggetti, già condannati in via definitiva per il medesimo fatto. Una ricostruzione che aveva portato il Pubblico Ministero a richiedere nei suoi confronti una condanna particolarmente severa: nove anni di reclusione.
Il Tribunale di Roma, tuttavia, ha ribaltato completamente l’accusa. Accogliendo in pieno le argomentazioni della difesa, affidata all’avvocato Maria Concetta Luzzi del Foro di Napoli, i giudici hanno pronunciato sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Una decisione che chiude definitivamente una vicenda giudiziaria particolarmente pesante per l’imputato, ristabilendo – secondo quanto emerso in aula – l’assenza di prove concrete a suo carico in relazione all’acquisto dello stupefacente. L’assoluzione rappresenta l’epilogo di un procedimento durato anni e conferma, ancora una volta, il principio della presunzione di innocenza fino a prova contraria.


