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Assunzioni pilotate nella ditta dei rifiuti a Giugliano: “Ora è la politica, prima era la camorra”

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“Ora è la politica, ma prima era la camorra”. Una intercettazione simbolica ed indicativa che tratteggia uno scenario inquietante sulla presunta ingerenza della classe politica giuglianese nelle assunzioni all’interno della ditta dei rifiuti Teknoservice. I magistrati non hanno dubbi: sia dalla maggioranza che dall’opposizione ci sarebbe state richieste, in alcuni casi poi effettuate, di assunzioni di persone vicine alla classe politica locale.

L’organico del personale previsto dal capitolato era di 258 persone, all’appello mancavano 20 unità che dovevano dunque essere assunte. Dei 20 posti di lavoro a disposizione, 5 spettavano ai figli dei responsabili della Teknoservice, mentre gli altri 15 sarebbero stati spartiti dalla classe politica. “Troppo pochi – scrive il Pm – per soddisfare tutte le promesse elettorali e per accontentare tutti i consiglieri eletti”. Uno degli indagati intercettati a telefono mentre parla col figlio dice: “Ci mancano 20 persone; 5 voi, restano 15 persone. 15 persone….cioè.…il Comune…se solo i consiglieri sono sette otto di loro..no?; uno a consigliere…;eh eh..cioè..hai capito? poi vogliono entrare i figli, poi vogliono entrare …cioè, hai capito?”.

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L’inadeguato numero di posti di lavoro rispetto alle promesse fatte era, quindi, il motivo per cui si era creata quella condizione di stallo e di indecisione «Ora il Comune ne deve mettere…; cioè venti posti…non ce la fanno, quello perciò sono arrivati a tutto questo bordello, hai capito o no? Perché ora questi…chissà quanta gente si sono fatti..;..le promesse sono assai!; .. e allora si è creato il bordello .. ».

E’ uno dei responsabili della Teknoservice (indagato in questa inchiesta) a chiarire il modus operandi..“all’epoca chi metteva a lavorare nell’immondizia era la camorra, ci sono persone che stanno ..sono parenti di uno…di un altro, hai capito? Ora è la politica, ma prima era la camorra”.  Addirittura, secondo le dichiarazioni degli intercettati, anche qualche appartenente alle forze dell’ordine avrebbe raccomandato persone per assunzioni “poi c’erano le forze dell’ordine che pure contavano. Cioè hai capito, prima si entrava o con le forze dell’ordine eh, pure le guardie!”. 

Il 14 giugno 2021 uno dei responsabili del cantiere Teknoservice a Giugliano entra in possesso della lista dei nomi scelti dalla maggioranza, mentre aspetta ancora di ricevere un secondo elenco contenente le persone espressione della minoranza. E’ quanto emerge nella conversazione intercettata in auto con il cugino. Quest’ultimo aveva fatto verificare al responsabile se un soggetto fosse in lista; nel primo elenco, corrispondente a quello della maggioranza, il nome non c’era «non mi hai fatto sapere niente più., quel fatto!; Quale fatto Enzù?; Il fatto del ragazzo..; là non ci sta;… Una non ci sta…; Questo qua è il lato da qua… ora…; nella prima lista quella…ine….quella è la maggioranza». Bisognava attendere l’elenco della minoranza per verificare se il ragazzo era stato preso in considerazione «E… aspetta, vuoi aspettare che arriva la seconda… nella seconda però ci dovrebbe essere tutto quell’altro lato… e. aspetta..;…ora aspetto quest’altra lista della minoranza …hai capito?. Può darsi pure che è in quest’altra qua, aspetta, tanto ora abbiamo aspettato fino ad ora, aspettiamo».

“Il contributo intercettivo – scrive il Pm che indaga sul caso – tratteggia uno scenario inquientante: le nuove assunzioni nella nettezza urbana erano oggetto di spartizione tra la compagine della maggioranza e dell’opposizione comunale”.

Per procedere alle assuzioni “c’era stata anche la cautela di non assorbire persone con parentele e/o affinità di 1° e 2° grado con i consiglieri, gli assessori e il Sindaco del Comune di Giugliano. La circostanza appare riscontrare il livello di attenzione e le precauzioni dai protagonisti: si erano evitati profili aventi stretti vincoli familiari e parentele per scongiurare che i nomi venissero agevolmente associati agli amministratori comunali di Giugliano”. 

Precisiamo che allo stato degli atti, tranne il sindaco Nicola Pirozzi e l’ex primo cittadino e consigliere comunale dimissionario Antonio Poziello (entrambi innocenti fino a terzo grado di giudizio), nessun altro consigliere comunale è indagato nell’inchiesta.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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