Entrerà nel vivo nelle prossime ore l’inchiesta sulla presunta “banda del buco”, culminata nei giorni scorsi con l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 12 persone ritenute coinvolte, a vario titolo, nell’organizzazione criminale finita nel mirino degli investigatori.
Per i sei indagati raggiunti dalla misura della custodia cautelare in carcere, gli interrogatori di garanzia si svolgeranno nella mattinata di domani presso gli istituti penitenziari di Santa Maria Capua Vetere, Avellino e Taranto (Domenico Chiariello, 42 anni, Antonio Martori, 43 anni, Beniamino Belfiore, 49 anni, Giuseppe Giappone, 49 anni, Antonio Chiariello, 33 anni, Giuseppe Hachroun, 33 anni).
Dovranno invece attendere la prossima settimana i cinque indagati destinatari della misura degli arresti domiciliari. Per loro gli interrogatori di garanzia sono stati fissati per giovedì prossimo. (Antonio Foliniello, 37 anni, Simone Gigante, 24 anni, Pio Giuseppe Saulino, 27 anni, Francesco Pio Staterini, 21 anni, Francesco Russo, 26 anni).
Gli interrogatori dopo gli arresti
Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Luigi Poziello, Michele Giametta, Gandolfo Geraci, Matteo Casertano, Salvatore Cacciapuoti, Mauro Zollo, Alessandro Silvestri e potranno scegliere se avvalersi della facoltà di non rispondere oppure fornire chiarimenti in merito alle contestazioni mosse dalla Procura, nel tentativo di delineare la propria posizione processuale.
L’interrogatorio di garanzia rappresenta un passaggio fondamentale del procedimento cautelare, consentendo agli indagati di confrontarsi con le accuse formulate dagli inquirenti e al giudice di valutare ulteriormente la sussistenza delle esigenze cautelari già poste alla base dei provvedimenti restrittivi. Nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori elementi utili a chiarire i contorni dell’indagine e il ruolo attribuito ai singoli indagati nell’ambito dell’inchiesta.


