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Biennale di Venezia 2026, Palazzo Donà dalle Rose protagonista con due padiglioni internazionali

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Venezia si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi del panorama artistico mondiale: la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale. Tra i luoghi protagonisti di questa edizione spicca Palazzo Donà dalle Rose, storico complesso monumentale nel sestiere di Cannaregio, che ospiterà due importanti eventi ufficiali.

La Fondazione Donà dalle Rose conferma così il proprio ruolo centrale nel sostegno all’arte contemporanea, proseguendo un impegno filantropico consolidato negli anni. Dopo aver sostenuto, nelle precedenti edizioni, padiglioni come quello del Camerun, di San Marino, del Kazakistan e dell’Iran, anche nel 2026 il Palazzo si propone come un vero e proprio “terzo polo” della Biennale, in prossimità delle sedi principali di Arsenale e Giardini.

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Dal 9 maggio al 22 novembre 2026, con ingresso libero dal martedì al venerdì, il pubblico potrà visitare due padiglioni ufficiali, con la partecipazione complessiva di 36 artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui 11 italiani.


Il debutto della Guinea Equatoriale: “The Forest: The Undergrowth”

Grande novità di questa edizione è la partecipazione, per la prima volta, della Repubblica della Guinea Equatoriale con il padiglione intitolato “The Forest: The Undergrowth”.

Il progetto espositivo si sviluppa come un viaggio simbolico nel sottobosco della foresta africana, luogo misterioso e carico di significati, metafora dell’inconscio e spazio di dialogo tra visibile e invisibile.

La curatela è affidata al professor Joan Abelló, sotto la direzione del commissario Paulo Speller, con un comitato internazionale di esperti. In mostra, opere di artisti storici come Modest Gené e Fernando Nguema, affiancati da numerosi artisti contemporanei provenienti da diversi Paesi.

Le opere raccontano il legame profondo tra uomo e natura, tra corpo e cosmo, attraverso sculture, installazioni e linguaggi visivi eterogenei. Il padiglione si configura come un’esperienza immersiva e sensoriale, capace di coinvolgere lo spettatore in un percorso di scoperta e introspezione.


L’evento collaterale: “Fissures of Light. Diaspora: Dissonances in Fa Minor”

Accanto al padiglione africano, Palazzo Donà dalle Rose ospita anche l’evento collaterale della Fondazione Tissali Art & Cultures, selezionato dalla direzione artistica della Biennale.

La mostra, dal titolo “Fissures of Light. Diaspora: Dissonances in Fa Minor”, riunisce 15 artisti internazionali – per un totale complessivo di 39 artisti coinvolti nei due progetti – chiamati a riflettere sul tema della diaspora e delle identità culturali.

Il percorso espositivo si sviluppa come un viaggio tra culture, linguaggi e visioni, intrecciando esperienze provenienti da Africa, Europa, America e Asia. Le opere dialogano tra loro creando una narrazione unica, capace di attraversare tempo e spazio, mettendo al centro temi come memoria, appartenenza e trasformazione.

Particolarmente significativa la presenza dell’artista KoKo’Ya, le cui opere esplorano il concetto di frattura come possibilità di rinascita, trasformando la “fessura” in uno spazio di luce e cambiamento.


Un programma ricco di eventi tra arte, musica e cultura

Durante tutta la durata della Biennale, la Fondazione Donà dalle Rose proporrà un fitto calendario di appuntamenti: conferenze, concerti, workshop e masterclass dedicati all’inclusione artistica e musicale.

Tra gli eventi in programma figurano incontri su temi come il patrimonio culturale, l’intelligenza artificiale applicata all’arte, la diaspora e il dialogo tra culture, oltre a laboratori di musica e costruzione di strumenti africani.


Date e informazioni

Il vernissage del Padiglione della Guinea Equatoriale è previsto per il 7 maggio 2026 alle ore 17:30, mentre il pre-opening per la stampa si terrà il 5 maggio.

Il Palazzo sarà aperto tutti i giorni dalle 11 alle 18, eccetto il lunedì, offrendo ai visitatori un’esperienza artistica immersiva nel cuore di Venezia.


In questa edizione della Biennale, Palazzo Donà dalle Rose si conferma dunque come uno spazio di incontro e dialogo internazionale, capace di unire tradizione e contemporaneità, valorizzando l’arte come strumento di connessione tra popoli e culture.

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