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Droga per il clan Lepre, i nomi dei 12 arrestati nel blitz al Cavone

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Stanotte la Polizia di Stato e i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 indagati. Sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (art. 74 D.P.R. 309/90). Secondo gli inquirenti, gli indagati – in numero superiore a dieci e con disponibilità di armi – avevano costituito una stabile struttura operativa, divisa in distinti sottogruppi, con l’obiettivo di agevolare le attività del clan Lepre del Cavone, attivo nella zona di piazza Dante.

La misura cautelare è stata emessa anche per il reato di tentata estorsione: alcuni indagati avrebbero infatti cercato di estorcere denaro a un ex pusher del gruppo, ritenuto responsabile della sottrazione di numerose dosi di droga. Il provvedimento in carcere è scattato per: Tommaso Angrisano, Giovanni Antuoni, Salvatore Casertano, Ciro Enrico, Giuseppe Lepre, Luigi Lepre, Mariarca Lepre, Vincenzo Lepre, Raffaele Martucci, Rosa Troise, Antonio Vitolo e Carmine Forte.

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Le indagini della DDA di Napoli

L’ordinanza di custodia cautelare rappresenta la sintesi delle indagini svolte negli ultimi anni dai Carabinieri della Compagnia Napoli Centro e dalla III Sezione della Squadra Mobile di Napoli. Sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, gli investigatori hanno dimostrato la perdurante operatività del clan Lepre anche all’indomani della morte del boss Ciro Lepre, quando le redini dell’organizzazione sono passate nelle mani di Salvatore Cianculli e Luigi Lepre. L’inchiesta ha svelato la parallela attività del gruppo dedito al narcotraffico che, nonostante i numerosi arresti subiti nel tempo, continuava a controllare la zona del Cavone, alle spalle di Piazza Dante.

Le piazze di spaccio del Cavone

I fari delle forze dell’ordine si sono accesi in particolare su due frequentatissime piazze di spaccio. La principale era attiva in via Correra 236, nel cosiddetto “Fondaco San Potito e Fondaco Ragno”; la seconda, una sorta di succursale della prima, si trovava sempre in via Correra, al civico 113, ed era specializzata nello smercio di marijuana e hashish.

Complessivamente l’inchiesta conta 54 indagati. Ai 12 destinatari della misura in carcere vengono contestate, a vario titolo, oltre 250 violazioni della legge penale: dall’associazione di stampo mafioso al traffico di droga, passando per estorsione, porto abusivo di armi, lesioni aggravate e l’accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di soggetti detenuti. Durante il blitz, scattato con il supporto dei reparti speciali, sono state eseguite numerose perquisizioni.

Si precisa che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che lo stesso è suscettibile di impugnazione; i destinatari sono persone sottoposte a indagine e, pertanto, da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

 

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