Bombe, agguati e minacce: 250 carabinieri per sgominare il clan in Campania

L’hanno ribattezzata operazione “Partenio 2.0” perché in Irpinia negli ultimi tempi si era ricostituito il nuovo clan che negli anni Novanta era guidato da Amedeo Genovese, ora in carcere condannato all’ergastolo. L’offensiva dei carabinieri del comando provinciale di Avellino è stata imponente: dalle prime ore del mattino, almeno 250 carabinieri sono stati impegnati per l’esecuzione di 23 misure coercitive.

I reati previsti sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, estorsione, detenzione di armi ed altro. Per alcuni degli indagati, ritenuti dalla Dda “il braccio economico del nuovo clan Partenio”, figura anche l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Un politico è stato perquisito, controlli nella sua abitazione.

Il blitz ha consentito, dopo alcuni allarmanti episodi che si sono recentemente verificati, di disarticolare il “nuovo clan Partenio”, egemone nella città di Avellino ed in altri comuni della provincia irpina. Nelle scorse settimane era stata piazzata una bomba carta all’interno dell’auto del ristoratore Sergio Galluccio, poi erano stati esplosi colpi di pistola contro le auto del figlio del boss del clan Partenio, Damiano Genovese, ex consigliere comunale, agli arresti domiciliari dopo che i carabinieri gli avevano trovato in casa una pistola rubata.

Infine c’era stata anche l’aggressione all’assessore alla sicurezza del comune di Avellino, Giuseppe Giacobbe. L’operazione contro il nuovo clan Partenio è scaturita dopo un vertice in tribunale ad Avellino tra il Procuratore di Napoli Melillo e il procuratore Cantelmo a cui prese parte anche il pool anticamorra al completo.

Sul blitz il commento del sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia:
“I frutti del lavoro delle Procure e delle nostre forze dell’ordine arrivano anche quest’oggi con l’operazione “Partenio 2.0” ad Avellino e provincia. Una risposta forte – spiega il sottosegretario – alla richiesta di sicurezza dei cittadini irpini che di fatto disarticola un clan che intendeva appropriarsi del territorio. Grazie al lavoro di tutti – conclude Sibilia – oggi anche ad Avellino, legalità e sicurezza uno, criminalità e malaffare zero”.