Dal 21 settembre cambiano di le tariffe di visite ed esami del Servizio sanitario nazionale e, per i cittadini non esenti, alcune prestazioni potranno costare di più.
La revisione del tariffario riguarda circa 450 prestazioni e, secondo le stime elaborate da Altroconsumo, porterà a circa 27 milioni di euro l’anno di ticket aggiuntivi a carico dei cittadini.
A riportare il tutto nel dettaglio, Il Mattino.
Ticket sanitari, quanto si pagherà di più
Ma il quadro non è quello di un aumento generalizzato. L’analisi di Altroconsumo ha preso in esame circa mille prestazioni vicine al limite del ticket: oltre otto su dieci mantengono la tariffa invariata. Per quelle che aumentano, il rincaro medio della tariffa è di circa 1,50 euro, mentre per molte prestazioni comuni l’esborso effettivo allo sportello cresce di circa un euro.
Le prestazioni che non aumentano
Molte delle visite e degli esami più frequenti restano agli stessi importi. È il caso, ad esempio, della visita specialistica di controllo, delle radiografie del torace e del ginocchio, di diverse ecografie e della densitometria ossea. Ecco i principali esempi.
- Visita specialistica di controllo 17,90 €
- Radiografia del torace 15,45 €
- Radiografia del ginocchio 21,15 €
- Ecografia addome inferiore 37,80 €
- Ecografia ginecologica 30,95
- Ecografia muscolo-tendinea/articolare 28,40 €
- Densitometria ossea lombare o femorale 31,50 €
Per l’ecografia dell’addome inferiore c’è però una precisazione importante: anche se la tariffa è di 37,80 euro, nella maggior parte delle Regioni il cittadino non esente paga al massimo 36,15 euro, cioè il tetto ordinario del ticket per ricetta.
Prime visite: almeno un euro in più
È invece sulle prime visite specialistiche che si concentra una delle principali novità. La tariffa di base passa da 25 a 26 euro, con un aumento di un euro.
Il nuovo importo di 26 euro riguarda, tra le altre, le prime visite neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche.
- Prima visita specialistica da 25,00 € a 26,00 € (+1,00 €)
- Prima visita oculistica da 25,80 € a 26,80 € (+1,00 €)
- Elettrocardiogramma da 11,60 € a 12,05 € (+0,45 €)
- Spirometria semplice da 24,00 € a 24,90 € (+0,90 €)
- Prima visita cardiologica con ECG da 33,60 a € 38,00 € (+4,40 €)
- Agoaspirato della mammella da 31,25 € a 36,50 € (+5,25 €)
Gli aumenti più elevati, però, non sempre si trasformano integralmente in un maggiore esborso per il paziente. Per la visita cardiologica, ad esempio, la tariffa sale di 4,40 euro, ma nelle Regioni dove il tetto è di 36,15 euro l’aumento effettivamente pagato dal cittadino può essere al massimo di 2,55 euro.
Le prime visite più interessate dai rincari
Di seguito quelle che – stando all’elaborazione Altroconsumo – sono le prime visite specialistiche interessate dai rincari maggiori.
- Cardiologica, ECG incluso da 33,60 a € 38,00 € (+4,40 €)
- Dermatologica/allergologica da 25,40 a € 26,40 € (+1,00 €)
- Odontostomatologica da 25,35 a € 26,40 € (+1,05 €)
- Otorinolaringoiatrica da 26,20 € a 27,20 € (+1,00 €)
- Oculistica da 25,80 € a 26,80 € (+1,00 €)
- Audiologica/foniatrica da 22,00 € a 26,00 € (+4,00 €)
Un elemento da considerare è che il confronto con il 2024 evidenzia un aumento complessivo ancora più significativo. Prima dell’introduzione del tariffario nazionale, una prima visita specialistica costava generalmente tra 20 e 23 euro. Con il passaggio al tariffario nazionale era salita a 25 euro e ora arriva a 26. In molte Regioni, quindi, nel giro di meno di due anni il rincaro complessivo è nell’ordine di 4-5 euro.
Visite di controllo: nessun rincaro
Una delle differenze più importanti riguarda la distinzione tra prima visita e visita di controllo. La seconda rimane a 17,90 euro, senza aumenti rispetto al 2025. La classificazione non dipende però semplicemente dal fatto che il paziente abbia già avuto un determinato problema: la prima visita è quella nella quale lo specialista valuta un nuovo problema, un nuovo sintomo o il peggioramento di una condizione. La visita di controllo viene invece effettuata successivamente per verificare l’evoluzione della situazione, gli effetti della terapia o i risultati degli esami.
Esami strumentali: aumenti limitati
Per molte prestazioni diagnostiche il nuovo tariffario lascia gli importi invariati. La radiografia del torace, per esempio, resta a 15,45 euro, mentre l’ecografia dell’addome inferiore rimane a 37,80 euro. Anche l’elettrocardiogramma aumenta solo di 45 centesimi, passando da 11,60 a 12,05 euro.
Il nuovo tariffario, dunque, non comporta un aumento automatico di quanto il cittadino paga per ogni singola prestazione: molto dipende dal valore complessivo della ricetta e dal tetto previsto dalla Regione.
Esami del sangue: i costi
Anche per le analisi del sangue la revisione incide poco sui principali parametri. Restano invariati, tra gli altri, emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo totale e HDL, trigliceridi, creatinina, TSH e VES.
L’aumento riguarda soprattutto il prelievo di sangue venoso, che passa da 3,80 a 4,30 euro, con un rincaro di 50 centesimi.
- Prelievo di sangue venoso da 3,80 a € 4,30 €
- Emocromo resta 3,15 €
- Glicemia resta 1,00 €
- Emoglobina glicata resta 4,70 €
- Colesterolo totale resta 1,20 €
- Colesterolo HDL resta 1,80 €
- Trigliceridi resta 1,10 €
- Creatinina resta 1,10 €
- TSH resta 4,75 €
- VES resta 1,80 €
Resta inoltre a 2,55 euro la tariffa per l’esame completo delle urine.
Il tetto del ticket resta a 36,15 euro
È questo il punto fondamentale per capire quanto i nuovi importi peseranno davvero sulle tasche dei cittadini. Nella maggior parte delle Regioni il ticket massimo per una ricetta è 36,15 euro. Se le prestazioni prescritte valgono complessivamente 20 euro, il cittadino paga 20 euro. Se invece arrivano a 50 euro, il paziente paga comunque al massimo 36,15 euro e la parte restante rimane a carico del Servizio sanitario.
Di conseguenza, un aumento della tariffa non significa necessariamente un aumento dello stesso importo del ticket. Se la ricetta raggiunge già il tetto massimo, il rincaro può non produrre alcuna differenza allo sportello.
Va inoltre ricordato che il limite non è identico in tutta Italia: i 36,15 euro rappresentano il valore più diffuso, ma alcune Regioni applicano tetti differenti, come 38 euro in Toscana, 45 euro in Calabria e 46,15 euro in Sardegna.

