All’alba di giovedì, la Polizia Metropolitana di Napoli, coordinata direttamente sul posto dal comandante Lucia Rea, ha eseguito un’importante operazione di controllo del territorio che ha portato al sequestro, via mare, di due cantieri nautici con annesse officine meccaniche, entrambi ricavati all’interno di grotte tufacee sottoposte a vincolo paesaggistico, nella zona di Posillipo.
La prima grotta nella Baia del Cenito
La prima delle due cavità, la Grotta di Baia del Cenito, custodiva al proprio interno centinaia di imbarcazioni ed è risultata riconducibile a un pregiudicato attualmente agli arresti domiciliari fuori regione, la cui gestione operativa sarebbe stata affidata ai figli. La grotta era stata completamente trasformata in un’autorimessa abusiva per natanti, con tanto di autofficina annessa, realizzata direttamente a ridosso della battigia.
La seconda cavità alla Riva Fiorità
La seconda cavità, individuata dagli agenti in zona Riva Fiorita, in prossimità di Villa Rosebery, ospitava analoghe attività di rimessaggio e officina meccanica, anch’esse del tutto prive delle necessarie autorizzazioni. Proprio in questa zona è in corso, in queste ore, un ulteriore sequestro. Pur operando nella totale irregolarità, i gestori di una delle due grotte si erano mostrati particolarmente solerti con i loro clienti.
Il cartello all’ingresso della grotta
Un cartello, all’ingresso della grotta recita: “Si avvisano i signori clienti di salvare i propri conteggi almeno 2 giorni prima del varo, senza chiedere ulteriori proroghe per non ricevere spiacevoli rifiuti. La Direzione”. Insomma, un modo assertivo per ribadire che non si fanno sconti e non si concedono proroghe. Gli affari sono affari, e la puntualità nei pagamenti sembra una condizione imprescindibile.
Complessivamente, le operazioni odierne hanno interessato circa 200 imbarcazioni ricoverate all’interno delle grotte tufacee e un’area sequestrata di 5.500 metri quadrati. Otto le persone deferite all’Autorità Giudiziaria.
Blitz a Giugliano
Le attività sono state condotte da ufficiali, sottufficiali e agenti del Gruppo Navale e della Sezione Ambiente della Polizia Metropolitana, coadiuvati dagli uomini del Nucleo N.I.S.A. Nelle prossime ore proseguiranno i controlli sui proprietari delle imbarcazioni in rimessaggio o in manutenzione all’interno delle due grotte tufacee.
L’attività di indagine è stata estesa anche al territorio di Giugliano in Campania e ha inoltre portato al sequestro di altre tre aziende operanti nel settore della cantieristica navale, una delle quali risulta collegata alle attività dello stesso pregiudicato coinvolto nel sequestro di Posillipo.
Gli atti relativi al sequestro delle due grotte tufacee di Posillipo sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Napoli, mentre quelli relativi all’area di Giugliano in Campania sono stati rimessi alla Procura della Repubblica di Napoli Nord.


