HomeCronacaCapopiazza ucciso a Fuorigrotta, Oino era minacciato dal clan Perfetto

Capopiazza ucciso a Fuorigrotta, Oino era minacciato dal clan Perfetto

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La Procura di Napoli ha scoperto diversi retroscena sull’omicidio del 34enne Pasquale D’Anna, avvenuto il 2 marzo 2025 a Fuorigrotta. In quell’agguato viene ucciso il capopiazza detto “Oino” e viene ferita un’altra persona all’esterno di un noto bar in Piazzale Tecchio. Il ras Mattia “o Piccirillo” Perfetto, la madre Vincenza Beverella, Giovanni Bellofiore e Massimiliano Costagliola sono stati indagati nell’ultima inchiesta, coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri e dal procuratore aggiunto Sergio Amato, per la tentata estorsione al giovane capo della piazza di via Evangelista Torricelli.

Il clan avrebbe preteso la tangente mensile sulla vendita della droga, come è emerso dalle diverse intercettazioni ambientali captate nella casa del ras. D’Anna avrebbe prima pagato l’estorsione all’altro ras Luca Musto, poi, dopo la conquista del territorio da parte di Perfetto, “Oino” sarebbe sfuggito al nuovo padrone dello spaccio che avrebbe letto questo gesto come un grave affronto.

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D’Anna avrebbe dovuto pagare 30mila euro al gruppo guidato da ‘o Piccirillo, infatti un mese circa prima dell’omicidio Bellofiore viene intercettato mentre parla con Perfetto e Costagliola: «Noi siamo la a dire “o frà vieni da noi e non ti preoccupare… Tu Lino hai messo la tua famiglia in pericolo, hai fatto quello e quell’altro, per quale motivo? Tu perché stai facendo questa cosa? Perché ti stai comportando così?… Ti vuoi mettere contro di me!? Appiccichiamoci, vattene e poi ci appiccichiamo, vai te ne faccio andare prima, ti faccio andare però basta che tu mi dici che sei un nemico mio… o no Mattì?»

Le parole dopo l’omicidio di Pasquale D’Anna

Nel giugno 2025 gli inquirenti ascoltano Perfetto lamentarsi del tradimento di un altro capopiazza che non si è sottomesso al suo sistema, facendo un riferimento al 34enne ucciso a Fuorigrotta: «Se io ti sto dicendo ti devi prendere 100 dosi a settimana e la tua piazza fa 180 dosi a settimana, tu non mi puoi dire non ce la faccio… Me lo hai detto tu che la tua piazza fa 180 dosi a settimana… Non mi puoi dire… Non mi puoi dire mi sto spartendo la piazza mia con te! Non me lo puoi dire… Perché tu stai a Pianura… Hai continuato a faticare quindi stai ancora aperto e non hai chiuso e non mi hai dato conto, tu oggi per me sei sistema. Oggi non ti puoi più andare a mangiare… Non puoi andare a fare l’aperitivo al B. (nome del bar dove fuori fu ucciso D’Anna ndr), non puoi andare più camminando con tua moglie dentro la macchina… Perché poi dopo non dite che Mattia è cattivo». Il potere criminale di ‘o Piccirillo sarebbe stato riconosciuto da un altro criminale che ha reclamato lo spaccio in via Torricelli, ma il ras avrebbe risposto: «Dove sta questa piazza di Oino guagliù… Non ci sta più, è morto».

Anche il collaboratore di giustizia Domenico Di Napoli ha parlato delle tangenti imposto da Perfetto nel quartiere: «Quella dei D’Anna è la piazza di spaccio più attiva di Pianura e versa circa 26000 euro al mese di estorsione che prima della mia carcerazione, prendevo io in condivisione con Mattia Perfetto».

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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