Si chiude con condanne pesanti ma lontane dalle richieste più severe dell’accusa il processo celebrato con rito abbreviato davanti al Tribunale di Napoli che vedeva imputati diversi presunti appartenenti al cosiddetto gruppo Franzese. Il giudice del Tribunale di Napoli, la dottoressa Ciollaro, al termine del procedimento ha emesso sentenza di condanna nei confronti di sei imputati, tutti accusati a vario titolo di associazione di stampo mafioso, detenzione di armi, estorsioni e traffico di droga. La pena più alta è stata inflitta a Salvatore Barbato, condannato a 13 anni e 2 mesi di reclusione. L’uomo era difeso dall’avvocato Vincenzo De Rosa. Condanna a 12 anni di reclusione per Mauro Franzese, difeso dagli avvocati Dezio e Procentese.
Il tribunale ha inoltre disposto:
8 anni di reclusione per Vincenzo Rullo (difeso dagli avvocati Dezio e Ciocio);
8 anni e 9 mesi di reclusione per Jonathan Piglia (difeso dall’avvocato Procentese);
7 anni e 8 mesi di reclusione per Salvatore Ambrosio (difeso dall’avvocato Procentese);
4 anni di reclusione per Salvatore Iorio (difeso dall’avvocato Procentese).
Le accuse
Gli imputati erano accusati di far parte di un’associazione criminale operante nel territorio di Casoria, con contestazioni che andavano dall’associazione di stampo mafioso alla disponibilità di armi, fino a numerosi episodi legati a estorsioni e traffico di stupefacenti.Nel processo era contestato anche il tentato omicidio ai danni di Vincenzo Capriello, rimasto ferito in una gambizzazione avvenuta nell’ottobre del 2024.
Le decisioni del giudice
Su questo punto il tribunale ha disposto l’assoluzione di Salvatore Barbato dall’accusa di tentato omicidio. Per quanto riguarda invece Vincenzo Rullo e Jonathan Piglia, il giudice ha riqualificato il capo d’imputazione in lesioni personali, ridimensionando quindi l’ipotesi accusatoria iniziale. Importante anche la posizione di Salvatore Iorio: per lui è arrivata l’assoluzione dall’accusa più grave di partecipazione mafiosa, mentre è stata riconosciuta la responsabilità limitatamente ai reati in materia di droga, per i quali è stata stabilita la condanna a quattro anni. Il procedimento si è concluso con il rito abbreviato, formula che consente uno sconto di pena fino a un terzo rispetto a quella prevista in caso di dibattimento ordinario.La sentenza rappresenta un passaggio rilevante nell’inchiesta sulle dinamiche criminali dell’area a nord di Napoli, ma le difese potranno ora valutare il ricorso in appello dopo il deposito delle motivazioni del provvedimento.


