Estorsioni a Casoria, due ras dei Moccia finiscono ai domiciliari

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La foto di Raffaele Aversano

Presunti estorsori del clan MocciaCasoria, scarcerati in due. E’ questa la decisione presa dal gup del tribunale di Napoli, dottoressa Tirone, che ha disposto la scarcerazione di Davide Ferrara (noto come Davide ‘o pazz) e di Raffaele Aversano (noto come Lelluccio). I due soggetti erano stati arrestati in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’aprile dello scorso anno.

A carico di Ferrara pendeva un’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Per l’accusa Ferrara avrebbe costretto il titolare di un bar a versargli, per quattordici mesi, una rata estorsiva da 2mila euro mensili. Tali somme, sempre per l’accusa, erano destinate al sostentamento della fazione dei Moccia a Casoria. Contro Ferrara le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Domenico Marcello che lo individua come soggetto vicino al sottogruppo Franzese. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui dieci anni di reclusione.

Ancora più complesso il quadro indiziario a carico di Aversano accusato di ben 10 estorsioni commesse al fine di agevolare il clan Moccia. Contro di lui la Procura aveva fatto valere alcune intercettazioni telefoniche e ambientali. Il pubblico ministero, Ida Teresi, nel corso del giudizio aveva chiesto la pena di anni 14 di reclusione. Nonostante tale quadro indiziario il gup Tirone ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per entrambi gli imputati (difesi dall’avvocato Dario Carmine Procentese) accogliendo le richieste difensive di affievolimento del presidio cautelare.

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