I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli
– Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti Gaetano Petriccione. Il figlio del boss Salvatore Petriccione è accusato di essere l’attuale esponente di vertice del clan della Vanella Grassi, operante nell’area nord di Napoli gravemente indiziato del delitto di cui all’art. 416 bis c.p.
Le indagini sul clan di Scampia
Il provvedimento trae origine da un procedimento relativo alla ricostruzione degli assetti e delle dinamiche interne al sodalizio camorristico, radicato nei quartieri di Secondigliano e Scampia. Il clan, secondo la prospettazione accusatoria, avrebbe mantenuto la propria operatività anche attraverso la gestione delle piazze di spaccio e delle attività estorsive, nonché mediante il sostegno economico agli affiliati detenuti e ai loro familiari.
Le risultanze investigative, fondate in particolare sulle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, riscontrate dall’attività investigativa condotta dai militari operanti, hanno consentito di ricostruire l’evoluzione degli equilibri criminali all’interno della Vanella Grassi e il ruolo verticistico che avrebbe assunto l’indagato dopo la detenzione di altri esponenti di vertice.
Delineato il contributo di rilievo che sarebbe stato attribuito all’indagato nell’organizzazione e nella direzione delle attività del sodalizio, anche attraverso disposizioni impartite dall’interno degli istituti penitenziari durante la sua detenzione.
Evidenziati i rapporti dell’indagato con altri appartenenti al clan, nonché la gestione delle risorse economiche destinate al mantenimento dell’organizzazione e al sostegno degli affiliati detenuti. Ricostruita la continuità operativa del gruppo criminale e la sua capacità di incidere sugli assetti camorristici del territorio.
Il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari ed è soggetto ai mezzi di
impugnazione previsti dalla legge. La persona indagata deve considerarsi presunta innocente fino a
sentenza definitiva.


