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Colpo da 100mila euro e summit al bar, chi erano i capi della banda di Giugliano

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Capi, vedette ed esploratori del sottosuolo. Questa era la struttura fluida ed efficiente dell’organizzazione smantellata all’alba di stamattina dal blitz della Polizia di Stato, coordinato dalla Procura di Napoli Nord. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alle rapine a mano armata e detenzione di armi.

Le indagini, condotte dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Caserta, sono partite subito dopo la rapina messa a segno il pomeriggio del 16 gennaio 2023 ai danni della Banca Popolare di Novara, situata al Corso Campano di Giugliano. In quell’occasione, i membri della banda riuscirono a entrare nell’istituto attraverso la rete fognaria e scavando un tunnel.

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I banditi, protetti da tute integrali, mascherine, cappucci e guanti, sbucarono direttamente nel caveau attraverso un foro di 40-50 centimetri aperto nel pavimento. Sotto la minaccia delle armi, puntate contro il cassiere, si fecero consegnare ben 100mila euro in contanti, destinati allo sportello bancomat, per poi scappare nel sottosuolo.

Il video del colpo a Giugliano

I summit al bar e la divisione dei ruoli della banda del buco di Giugliano

Secondo la ricostruzione della Procura di Napoli Nord, i colpi venivano pianificati a tavolino all’interno di due bar di Giugliano. Il gruppo si riorganizzava di volta in volta in base all’obiettivo. Al vertice della piramide criminale c’erano Antonio Chiariello e Giuseppe Hachroun che facevano rispettare le regole interne, assegnavano i compiti e concedevano il placet alle rapine.

Sotto la loro direzione, ogni complice ricopriva un ruolo specializzato. Antimo Di Matteo era l’addetto materiale allo scavo dei tunnel sotterranei e alla gestione della cassa comune; Francesco Pio Staterini aveva il compito di studiare e individuare le banche e gli uffici postali più vulnerabili del territorio; Simone Gigante scendeva fisicamente nella rete fognaria per effettuare i primi sopralluoghi preliminari. Antonio Martori era l’autista designato per trasportare i complici sul luogo del delitto e garantirne la fuga. Infine Giuseppe Giappone doveva monitorare l’esterno e aggiornare i capi sullo stato di avanzamento degli scavi nel sottosuolo.

Blitz contro la banda del buco a Giugliano, i nomi dei 12 indagati

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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