Secondo l’accusa, sarebbero gli autori di una rapina in banca da oltre 152 mila euro commessa nel marzo 2022 a San Gimignano (Siena).
La Corte di Appello di Firenze, prima sezione penale, accogliendo l’impugnazione dell’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, ha riconosciuto a Tascone Vittorio il vincolo della continuazione con altre precedenti condanne e ha ridotto la pena ad anni uno e mesi quattro di reclusione, rideterminando così la pena inflitta in primo grado di 5 anni, concedendo uno sconto di pena di ben tre anni e otto mesi di reclusione.
Colpo in banca da 150mila euro, condanna soft per rapinatore di Napoli
In primo grado, il pubblico ministero aveva chiesto, a seguito di giudizio abbreviato, la condanna ad otto anni di reclusione ciascuno (pena base anni 12, ridotta per il rito anni 8), ma il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siena ha assolto PEREZ Gennaro, nato a Napoli ritenuto il basista del colpo nonché il palo durante l’esecuzione della rapina e ha condannato i due esecutori materiali, TASCONE Vittorio, nato a Napoli e MOSCHERA Luigi, nato a Napoli alla pena di 5 anni di reclusione.
I fatti risalgono al 30 marzo 2022, poco prima della chiusura della filiale quando in concorso tra loro e un quarto soggetto non identificato, per procurare a se o ad altri un ingiusto profitto, ‘impossessavano, con minaccia, della somma contante pari a complessivi 152.710,00 euro, che sottraevano all’interno della filiale di San Gimignano dell’ Istituto di credito Chianti Banca Credito Cooperativo.
In particolare, tra le ore 15:40 e le ore 16:15, mentre il Perez e un ulteriore soggetto, allo stato non identificato, attendevano all’esterno dell’istituto di credito, con funzione di “palo”, vigilando sul transito dei veicoli nell’area circostante ala filiale e sugli eventuali avventori, li TASCONE, per primo, e li MOSCHERA per secondo, si introducevano all’interno della banca, con li volto parzialmente travisato da una maschera FFP2 e da un cappello. Li TASCONE, quindi, minacciando li vicedirettore della filiale, VANNI Bernardino, e la dipendente SANCASCIANI Francesca, con un cutter e proferendo al loro indirizzo frasi dal seguente tenore “E’ in corso una rapina. Non cercate di fregarci. Non fate cazzate.”, induceva il primo a digitare le combinazioni necessarie all’apertura delle casseforti del bancomat e del caveau della banca.
S’impossessavano così, all’atto dell’apertura delle casseforti, della somma di denaro contante ivi custodita, pari a complessivi 152.710 euro, che veniva, per l’effetto, sottratta ai legittimi detentori.


