«Come vi siete permesso?», prima le minacce del boss poi la richiesta di pizzo

«Come vi siete permesso di acquistare la terra in questa zona, quella è la terra che deve appartenere alla mia famiglia». Queste le parole utilizzate da Antonio Russo, indicato come reggente dell’omonimo gruppo criminale operante nel Nolano e figlio di Pasquale, all’indirizzo di un imprenditore. Questo il fulcro dell’indagine condotta dalla squadra mobile di Napoli che, su mandato della Dda, ha arrestato lo stesso Russo e due complici, Bernardo Murano e Roberto Sorrentino. Dalle indagini è emerso che nel marzo del 2018 i tre minacciavano, a più riprese, un imprenditore attivo nel settore ortofrutticolo, operante nel territorio Agro nolano, imponendogli il versamento di una tangente estorsiva per aver acquistato alla fine degli anni ‘90 un terreno in località San Paolo Belsito in provincia di Napoli, nelle immediate vicinanze della residenza storica della famiglia camorristica dei Russo.

Russo dapprima poneva in essere una serie di atti intimidatori, tramite i due complici per poi convocare, in aperta campagna vicino a un noccioleto, la vittima costringendola a pagare una tangente estorsiva di cinquemila euro al posto dei ventimila euro inizialmente richiesti. La somma richiesta veniva consegnata dalla parte offesa, pochi giorni dopo all’interno di una busta, nei pressi di un distributore di benzina della zona, nelle mani di Murano designato per ritirare il denaro.