A poche ore dai fatti di piazza Carolina con l’ennesimo raid effettuato da giovanissimi la scorsa notte a Napoli le pistole sono nuovamente entrate in azione.
Un commando, secondo la prima ricostruzione delle forze dell’ordine, è entrato in azione in via Matteo Renato Imbriani.
Sull’episodio indagano gli agenti dell’Ufficio Prevenzione generale della Questura e quelli del commissariato Dante.
La zona da tempo è teatro di uno scontro tra gruppi della Sanità e quelli del vicino Cavone di piazza Dante e non si esclude che anche questo raid possa essere collegato a queste tensioni.
Sul posto personale della Scientifica che ha rinvenuto bossoli anche sui muri di alcune abitazioni.
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Sono accusati di aver ferito a colpi di arma da fuoco un 16enne all’esterno della discoteca Common Ground ad Agnano. E così, su delega del tribunale dei Minori di Napoli, gli uomini della squadra mobile hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare – emesse dal G.I.P. di Napoli su richiesta, rispettivamente, della locale Direzione Distrettuale Antimafia e della locale Procura della Repubblica per i Minorenni – nei confronti del 19enne Danilo Salvitti e del coetaneo Paolo Junior Esposito e di un minorenne, reo confesso dell’omicidio di Marco Pio Salomone all’Arenaccia.
I tre sono gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di armi in luogo pubblico, aggravati dalle modalità mafiose.
I provvedimenti compendiano le indagini, condotte dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura di Napoli e coordinate dalle due Procure, in merito ai fatti avvenuti all’esterno di una discoteca nel quartiere di Agnano quando un minorenne fu ferito da due colpi d’arma da fuoco al torace e da due colpi alla gamba.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire, anche e soprattutto grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sul luogo del delitto e lungo il tragitto seguito dai presunti responsabili durante la fuga, la dinamica di quanto accaduto.
Nello specifico, è stato documentato come all’uscita dal locale, con ogni probabilità a seguito di una lite avvenuta all’interno della discoteca, uno degli indagati abbia esploso vari colpi d’arma da fuoco all’indirizzo della vittima e si sia poi dato a precipitosa fuga con un’autovettura a noleggio condotta dall’altro maggiorenne e con l’ausilio del minorenne che, nelle concitate fasi dell’agguato, apriva la portiera dell’auto al complice affinché potesse agevolmente dileguarsi dal luogo del fatto.
Come ricostruito dagli agenti della Mobile il raid ha fatto seguito ad una stesa armata, qualche giorno prima, in zona Case Nuove con alcuni giovani vicini ai D’Amico-Mazzarella, amici della vittima, che avrebbero ferito Salvitti. Si sarebbe trattato dunque di un regolamento di conti tra giovanissimi riconducibili all’orbita del clan Contini e quelli in odor di mala di Napoli est.

