Migliaia di persone per le strade di Pozzuoli questa mattina al corteo per chiedere aiuti immediati alle famiglie piegate dal terremoto 4.7 del 31 luglio scorso. C’è chi ha perso la casa, chi il negozio e quindi la fonte del suo sostentamento. I manifestanti hanno bloccato il Porto di Pozzuoli: protestano contro la crisi idrica.
Corteo di protesta a Pozzuoli dopo il sisma, bloccato il porto: “Abbiamo bisogno di aiuto”
“Dovete fare presto” si legge in uno degli striscioni esposti dai manifestanti, chiara citazione di Sandro Pertini, presidente della Repubblica durante il periodo del terremoto in Irpinia. “Pozzuoli esiste ancora”, la frase su un altro striscione. La ferita subita dalla città è ancora aperta. Palazzi sventrati, strade, acquedotti e reti danneggiate. Due palazzine, per fortuna disabitate, crollate. I binari delle ferrovie deformati. Le auto schiacciate dai macigni crollati dai costoni. Un bilancio pesantissimo, al netto degli oltre 20 feriti, tra i quali due gravi.
Tra i manifestanti anche disabili in carrozzina, anziani e bimbi. Registrati alcuni malori a causa del forte caldo. Le forze dell’ordine presidiano l’area. La Regione Campania ieri ha emesso un primo provvedimento, stanziando un milione di euro. Servirà a finanziare l’anticipo del Cas, il “contributo per l’autonoma sistemazione”, con importi da 400 a 900 euro in base ai componenti del nucleo, ed eventuali quote extra spettano per persone disabili o anziane. Oltre alla disponibilità degli alberghi sul territorio, viene messo a disposizione anche l’ex residence Covid dell’Ospedale del Mare a Ponticelli.
La teoria di persone in fila al corteo è lunghissima. Cosa chiedono i manifestanti? “Partecipare al vertice di domani con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, convocato in Prefettura. Una sistemazione per tutti. Messa in sicurezza delle case. Procedure di attuazione celeri, che finora non si sono viste, nonostante il commissariamento. Tranne alcuni interventi sulle scuole”. Mentre il contributo di autonoma sistemazione viene giudicato “insufficiente nel valore” e “non tiene conto della speculazione degli albergatori sui prezzi”. La rabbia e la tensione tra i cittadini è palpabile. Ieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, in visita a sorpresa all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli, è stato fischiato e contestato ed è dovuto andare via scortato da Polizia e carabinieri: “Viene a vedere l’anfiteatro, mentre la gente non ha più la casa”, l’urlo dei contestatori.
