L’indagine aperta dalla Procura di Milano nei confronti di Alfonso Signorini ipotizza i reati di violenza sessuale ed estorsione. Si tratta di fattispecie penali particolarmente gravi, per le quali l’ordinamento prevede pene severe, qualora le accuse venissero confermate al termine delle indagini.
La violenza sessuale, disciplinata dall’articolo 609-bis del Codice penale, è punita con la reclusione da 6 a 12 anni. La pena può aumentare in presenza di aggravanti, come l’abuso di autorità o di una posizione di potere nei confronti della persona offesa, elementi che la magistratura è chiamata a verificare nel corso dell’inchiesta.
L’ipotesi di estorsione, prevista dall’articolo 629 del Codice penale, comporta una pena della reclusione da 5 a 10 anni, oltre a una multa fino a 4.000 euro. Anche in questo caso, eventuali aggravanti potrebbero incidere in modo significativo sul trattamento sanzionatorio.
Va tuttavia ribadito che l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una condanna. La fase attuale serve a consentire alla Procura di svolgere accertamenti, ascoltare le parti e valutare la fondatezza delle accuse prima di eventuali richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione.
L’evoluzione del procedimento dipenderà dagli esiti investigativi e dalle valutazioni dei magistrati titolari del fascicolo. Solo al termine di questo percorso si potrà stabilire se le ipotesi di reato troveranno conferma in sede processuale.

