Covid e Natale. No a un ‘Ferragosto bis’, Conte: “Pugno duro e controlli per chi si sposta”

Covid, Il nuovo Dpcm
Il nuovo Dpcm

Numeri del contagio covid in calo, ma ancora alti. Il Governo è chiamato in questi giorni a risolvere la questione delle vacanze natalizie per evitare una terza ondata del virus. Negli occhi ancora il “liberi tutti” della scorsa estate che ha portato ad una seconda ondata che, tuttora, sta mettendo in affanno il sistema sanitario nazionale. Oltre 800 decessi sono stati riportati nell’ultimo bollettino, ma a tenere banco sembra esserci l’apertura (o la chiusura) degli impianti sciistici e gli spostamenti trasfrontalieri.

“Non vogliamo invadere scelte di natura nazionale, ci stiamo premurando per evitare che ci siano trasferimenti transfrontalieri, evitando che nel caso si vada all’estero si possa rientrare senza nessun controllo” sanitario. Lo dice il premier Giuseppe Conte soffermandosi sul nodo delle vacanze di Natale, in conferenza stampa a Palma di Maiorca. “La scuola va riaperta appena possibile” ha aggiunto il primo ministro, che ha concluso: “Noi non dobbiamo procurare disagi in particolare ai nostri giovani”.

Covid, Locatelli: “Sci a Natale è incompatibile con numeri”

 

Niente sci a Natale. Per il presidente del Consiglio superiore di Sanità Locatelli, “i numeri attuali non rendono compatibile l’apertura delle piste perché potrebbe comportare una ripresa della curva epidemica”. L’Austria non chiuderà, la Francia forse. In vista del Natale, Speranza invita a “limitare i posti a tavola agli affetti più stretti”. Oggi una riunione per decidere il numero (6 o 8). E sulla messa natalizia il ministro è cauto: “Ora c’è un coprifuoco, faremo una valutazione”. Per la scuola, si punta a riaprire il 9 dicembre.

“Credo che ci sarà ancora un numero di morti di questa grandezza ancora per 10-14 giorni, poi dovremmo vedere un calo. E’ difficile commentare il Natale o la riapertura degli impianti sciistici pensando al numero dei decessi”, dice Locatelli.

Il governo, intanto, lavora su più fronti per far sì che gli interventi che saranno decisi con il prossimo Dpcm consentano di evitare gli errori fatti in estate e non siano vanificati dalle scelte degli altri Paesi, in particolare quelle relative allo sci visto che il governo ha ribadito il no alla riapertura degli impianti e una decisione in senso contrario da parte di altre nazioni rappresenterebbe un ulteriore colpo ad un’economia già al tappeto.

Di un “coordinamento europeo” sulle misure hanno parlato Giuseppe Conte e il presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen. In una telefonata, dice il premier, c’è stato un “ottimo scambio di vedute” su questo e altri temi. Se da questo si arrivi poi ad un risultato concreto è tutto da vedere, anche se una sponda è arrivata dal presidente francese Emmanuel Macron che ha definito “impossibile” immaginare l’apertura di funivie e seggiovie per le feste.

Un tema questo che sarà sicuramente sul tavolo. Anche perché, alla luce delle scelte di Italia e Francia è possibile che si arrivi comunque ad una decisione comune. Escludendo la Svizzera – che per il momento ha già aperto gli impianti – si punta ad un’apertura nel mese di gennaio. In attesa di capire se si arriverà davvero a qualcosa di concreto, il governo continua a lavorare sul nuovo Dpcm, con due obiettivi: far respirare l’economia nelle settimane che precedono il Natale ed evitare spostamenti di massa nei giorni delle feste vere e proprie.