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Criminalità minorile: sempre più giovani accusati di camorra

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Cresce il numero di giovani accusati di associazione mafiosa in Italia. Stando al report dal titolo “Dis(armati)” pubblicato da Save the Children, sempre più ragazzi, under 18, sono ritenuti responsabili di rapine, lesioni personali, risse e minacce. Inoltre, viene evidenziata anche una nuova tendenza fra i giovani a girare armati per sentirsi più sicuri o perché considerano le armi un simbolo di potere.

Più minori accusati di associazione mafiosa in Italia

Nel report “Dis(armati)”, il cui titolo suggerisce una forte contraddizione tra una violenza sempre più armata e adolescenti sempre più disarmati dinanzi a fragilità psicologiche, sono evidenziati dei dati in forte crescita. Se nel 2024 il numero di minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa conferma il trend di 10 anni prima (49), il dato per il primo semestre 2025 conferma una crescita preoccupante (46).

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Nello stesso periodo del 2025 sono diminuiti i reati di associazione a delinquere per i minori: 22 casi contro i 109 in tutto il 2024. Fondamentali per questa analisi i dati forniti dal Servizio Analisi Criminale del ministero dell’Interno. Stando a quest’ultimi nel 2024 sono aumentati i 14-17enni denunciati o arrestati per rapina (3.968 nel 2024, più del doppio rispetto al 2014). Aumentati anche i giovani arrestati per lesioni personali (4.653 nel 2024 rispetto alle 1.921 del 2014). Da non dimenticare il numero di giovani arrestati per rissa (1.021 nel 2024, 433 nel 2014) e minaccia (1.880 nel 2024, 1.217 nel 2014). E per continuare con i dati “in chiaro e scuro” minori e giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm) dall’Autorità giudiziaria sono diminuiti di poco più di un terzo negli ultimi vent’anni. Questi, infatti, passano da 23.000 nel 2004 a 14.220 nel 2024.

Di contro i minori e giovani adulti presi in carico dagli Ussm, sono 23.862 e risultano in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo scaturisce dalla “permanenza prolungata nel sistema penale di giustizia minorile”. Una permanenza che persiste anche in seguito all’attuazione del Decreto Caivano. Quest’ultimo ha ampliato i casi di custodia cautelare per i minorenni e ristretto l’accesso alle alternative al carcere. Il 73% ha tra i 14 e i 17 anni e l’1% ha meno di 14 anni, i giovani adulti sono il 26%. Per Save The Children “la violenza giovanile nasce spesso in un vuoto educativo e sociale ed è lì che bisogna intervenire”.

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