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Da Puccinelli al Rione Traiano, il racconto di Salvatore Maggio: spunta ‘O Gio’

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Le dichiarazioni di Salvatore Maggio, collaboratore di giustizia, raccontano rapporti, alleanze e ruoli all’interno del gruppo criminale che, secondo la sua ricostruzione, aveva una presenza nel Rione Traiano. Il verbale illustrativo dei contenuti della collaborazione è stato redatto a Napoli il 19 settembre 2017.

Nel suo racconto, Maggio parla innanzitutto dell’ingresso nel gruppo di un uomo che gli avrebbe chiesto di entrare nel clan e che, in un primo momento, sarebbe stato destinato proprio al Rione Traiano.

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«In un primo momento lo destinai al Rione Traiano per assicurare la persona di Omissis, altro mio cugino», racconta il collaboratore.

Maggio spiega quindi il rapporto esistente, secondo la sua versione, tra il proprio gruppo e i Puccinelli, descrivendoli come gruppi alleati.

«Preciso che questo mio cugino è uno dei capi dell’omonimo clan Puccinelli con cui siamo stati sempre alleati e dai cui io personalmente ricevevo i soldi di alcune piazze di spaccio controllate dai Puccinelli per riconoscenza per alcuni reati, che avevo commesso per loro», afferma nel verbale.

È nel passaggio successivo che compare il nome di Antonio Martino, indicato da Maggio con il soprannome “’O Gio”.

Il collaboratore, mentre ricostruisce le persone che a suo dire facevano parte del clan, inserisce Martino in un elenco di esponenti del gruppo: «Di questo clan facevano parte anche Omissis, altro capo, figlio di Omissis […], Omissis detto “Girotte”, Omissis […], Omissis […], Omissis che poi è passato con noi, Antonio Martino, nipote della madre di Omissis[…]».

Il riferimento ad Antonio Martino è quindi contenuto in una dichiarazione resa da Maggio diversi anni prima dell’attuale procedimento. Nel verbale, il collaboratore lo indica con il soprannome “O’Gio” e lo colloca, secondo la propria ricostruzione, nell’ambito del clan Puccinelli.

Il nome di Martino compare inoltre nell’elenco delle persone raggiunte dalla misura cautelare eseguita nell’ambito della recente inchiesta sul traffico di droga nel Rione Traiano, insieme a quelli di Maurizio Attanasio, Paolo Chiaro, Pasquale Cuccurullo, Massimo De Solda, Marco Deviato, Giovanna Gaiangos, Dumitru Nicusor Gaianos, Salvatore Iuliano, Ivan Liguori, Antonio Martino, Daniele Nocera, Luigi Nocera, Salvatore Ottiero, Raffaele Pezzuti, Alessandro Pisa, Pasquale Pisa, Pietro Pistuggia, Salvatore Ricci, Alfredo Tarantino, Antonio Tarantino, Simone Tranchese, Simone Tranchese, Ciro Volonnino, Pasquale Borsella, Emanuele Caiazzo, Salvatore Caruso, Luigi Delle Donne, Mario El Shabrawj, Stefano Palermo, Marco Valenza e Giuseppe Chiantone.

Le dichiarazioni del collaboratore rappresentano dunque la ricostruzione dei rapporti e dei ruoli all’interno del gruppo. Per gli indagati raggiunti dalle misure cautelari vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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