David Beriain ucciso morto baby camorra
David Beriain intervisto i baby camorristi

David Beriain è stato ucciso, insieme al cameraman Roberto Fraile, dalle milizie islamiste in Burkina Faso. Il giornalista spagnolo era molto noto per i suoi documentari nei quali intervistò i componenti delle organizzazioni criminali di tutto il mondo. Infatti uno dei suoi reportage si occupò dei giovani camorristi di Napoli.

IL POST DI SAVIANO PER BAVID BERIAIN

Provo immenso dolore per la notizia della morte del giornalista David Beriain, assassinato insieme al cameraman Roberto Fraile dalle milizie islamiste in Burkina Faso. Ci eravamo incontrati qualche anno fa per raccontare i nuovi clan del centro di Napoli. Che si trattasse di cartelli messicani, narcotraffico del Campo de Gribraltar o giovani paranze napoletane, David Beriain era un giornalista estremamente competente, dotato di quella capacità di indagine e di analisi indispensabile per questo mestiere”, ha scritto Roberto Saviano sulla sua pagina.

IL DOCUMENTARIO BABY CAMORRA

Il reporter spagnolo con la serie ‘Clandestino’ esplorò i meccanismi dei più grandi cartelli del narcotraffico mondiale. Si chiama Baby Camorra il reportage investigativo realizzato da David Beriain, infatti, il giornalista spagnolo si confrontò con i diretti protagonisti. Inoltre Beriain si confrontò anche Roberto Saviano che realizzò anche un reportage giovani camorristi. Baby camorra andò in onda sul Nove di Discovery Italia nel 2018. Infatti la sua troupe incontrò i capi della nuova camorra, erano un gruppo di giovanissimi criminali.

David Beriain intervistò il pentito del clan Di Lauro

David Beriain intervistò anche il pentito Maurizio Prestieri, ex boss del clan Di Lauro che vive sotto scorta da anni. Incontrò il sacerdote Aniello Manganiello, parroco di Scampia dagli anni ’90, che si rifiuta di dare i sacramenti ai camorristi. Parlò con la mamma di Arturo, adolescente ridotto in fin di vita senza una ragione da quattro baby criminali. Si fece raccontare la storia dell’ex camorrista Bruno Mazza, che dopo la galera cambiò vita e si batte per il recupero dei giovanissimi del Parco Verde.

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