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Delivery della droga a San Pietro a Patierno, assolto il ras Romano

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Il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi quattro anni a testa. E invece Daniele Romano e Emanuele Riccio sono stati assolti. Questa la decisione nei giorni scorsi del giudice monocratico Luana Romano che ha pienamente accolto le argomentazioni del legale dei due giovani, l’avvocato Luca Mottola, riuscito a dimostrare la lieve entità della contestazione. I due erano stati arrestati nel febbraio del 2019 quando, nei pressi di Calata Capodichino, furono bloccati dalle forze dell’ordine. I due, in quell’occasione, furono trovati in possesso di otto bustine di marijuana e 75 euro divisi in banconote. Dei due il più ‘famoso’ è senza dubbio Daniele Romano, figlio del ras Salvatore conosciuto come ‘Totore Marlboro’. Romano junior nel novembre scorso ha ottenuto gli arresti domiciliari (leggi qui l’articolo): è considerato membro dell’omonimo gruppo capace di smerciare 100 dosi di droga al giorno nella piazza delivery di San Pietro a Patierno. Dopo la condanna a nove anni in appello (cinque anni in meno rispetto al primo grado) il tribunale del Riesame, accogliendo le motivazioni dei suoi legali, gli avvocati Leopoldo Perone e Domenico Dello Iacono, ha concesso a Romano un’attenuazione della misura cautelare.

L’inchiesta sul droga delivery gestito dai Romano

L’inchiesta sul droga delivery di San Pietro svelò che le richieste di cocaina venivano formalizzate via telefono, con utenze dedicate e, ovviamente, utilizzando messaggi cifrati. Gli inquirenti – tenendo sotto controllo le conversazioni tra gli arrestati – scoprirono che l’espansione del gruppo capeggiato dai Romano verso Casoria aveva innescato una fibrillazione con la camorra locale. Uno dei loro pusher, infatti, sorpreso durante una consegna, fu aggredito e picchiato. Nel blitz condotto dagli uomini del commissariato Secondigliano finirono in manette lo stesso Daniele Romano, il padre Salvatore Romano detto ‘Totore Marlboro’ e la madre Giuseppina Esposito, nonché Antonio Russo e Cristofaro Alfano, tutti ritenuti gravemente indiziati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope aggravata dalla modalità camorristica. Per la Procura avrebbero agevolato le attività del sodalizio camorristico della Vanella Grassi, operante nel quartiere Secondigliano, destinando al medesimo una quota dei proventi dell’attività di spaccio. L’attività investigativa ha avuto l’obiettivo di disarticolare lo spaccio di sostanze stupefacenti nei quartieri di SecondiglianoSan Carlo all’ArenaVasto/Arenaccia e Poggioreale, nonché nelle aree immediatamente limitrofe al territorio di Napoli nei comuni di Casoria e Casavatore.

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