Sono arrivate ieri sera le condanne d’appello per i componenti della holding criminale specializzata nell’importazione di fiumi di droga dalla Spagna e dall’Olanda. Le condanne hanno interessato i ras riconducibili all’organizzazione messa in piedi dall’ex narcos Bruno Carbone. Tra queste spiccano i 13 anni e quattro mesi per Giovanni Cortese, ‘o cavallaro storico esponente dei Di Lauro, per il quale in primo grado erano stati stabiliti 20 anni. Cortese era difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Claudio Davino.
Salvatore Della Monica ha rimediato 14 anni mentre Michele Nacca passa da 10 anni e otto mesi a 8 anni (difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Domenico Dello Iacono). Tra le altre condanne: 4 anni per Errico D’Ambrosio, 15 anni per Daniele Della Monica, 11 anni e quattro mesi per Nicola Di Casola (in continuazione con altra sentenza).
Giuseppe Rocco passa da 8 anni a 4 anni e nove mesi, con concessione delle attenuanti generiche e in continuazione con altri reati: Rocco era difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina. Roberto Merolla condannato a 6 anni e dieci mesi mentre Alessio Onorato a un anno e dieci mesi.
Come accertato in sede di indagine, i ras, facenti parte di due gruppi criminali, gestivano le comunicazioni attraverso chat criptate – Sky ECC ed Encrochat – per impedire le intercettazioni. La camorra ordinava la cocaina sulla chat criptata: Carbone riceveva gli ordinativi e poi provvedeva a rifornire i clan.
La distribuzione alle piazze di spaccio, secondo le indagini dell’Antimafia, era invece affidata a Vincenzo Della Monica, che dai depositi di Marano e San Giovanni a Teduccio gestiva l’invio di carichi verso le piazze di spaccio di Scampia, Parco Verde di Caivano, Marianella, Cisternina di Castello di Cisterna, Secondigliano, Giugliano e Marigliano. Ai vertici dell’organizzazione c’erano anche Salvatore Della Monica, fratello di Raffaele, con il ruolo di cassiere, e Michele Nacca. Il secondo gruppo criminale coinvolto nel traffico di droga sarebbe collegato, invece, a Simone Bartiromo, Roberto Merolla e Giovanni Cortese.

