Duplice omicidio a Giugliano, alla Sanità convinti:«E’ partito da là»

Il duplice omicidio Staterini a Giugliano (padre e figlio uccisi) rappresenta uno dei fatti di cronaca di maggiore rilevanza degli ultimi anni. Tanto si è detto e scritto su quella mattanza, episodio che suscitò l’interesse in carcere anche del boss Salvatore Sequino che, in diverse occasioni, domandava ai suoi se sapessero qualcosa. Sequino infatti era convinto che dietro l’omicidio di Emanuele e Vincenzo Staterini ci fossero i loro parenti, i Vastarella. In una serie di colloqui in carcere il boss di via Santa Maria Antesaecula fa riferimento ad una discussione in cui la moglie di Vincenzo Staterini si era rivolta alla cognata, ossia Addolorata Staterini, moglie di Patrizio Vastarella, prendendosela con il boss. Secondo Sequino, pertanto, sarebbe bastata intercettare qualche riferimento per indirizzare le indagini verso i Vastarella “…La hanno chiuso tutto il paese, la stavano cinque o sei di loro intorno chiusi per questo sono andati tranquilli hanno detto se è qualcosa ci avvisano, perché sono andati troppo a padroni, il mezzo a cavalletto, …la se è come porta il giornale il reato lo pagano…mille mille….perché la è nata una discussione nella famiglia…la moglie del morto se la prende con la cognata dice “quello scornacchiato di tuo marito”…basta una piccola cosa che esce da fuori e riescono ad intercettarla … E’ chiuso il libro si mettono addosso e dicono “allora cosi è …è partito da la”…”.

Il colloquio in carcere

Sonia Esposito, moglie di Salvatore Sequino, fa notare come i Vastarella di fatto non fossero a lutto per il duplice omicidio, nonostante la parentela.  Il motivo? La durata prolungata dei festeggiamenti relativi ad un battesimo “…Per me già non stanno a lutto perché hanno fatto un battesimo che inizio un giorno prima e fini il lunedi mattina…”. Sequino a quel punto dichiara che essendo i Vastarella responsabili dell’agguato è normale il loro disinteresse“…Quelli loro sono stati!…che se ne devono fottere…”.