Emanuele non è morto per un malore, parla l'avvocato della famiglia Melillo
Emanuele non è morto per un malore, parla l'avvocato della famiglia Melillo

Iniziano ad emergere i primi dettagli sull’incidente di Emanuele Melillo, il giovane papà morto a Capri. “Dagli accertamenti eseguiti oggi è emerso che le cause del decesso sarebbero riconducibili a ‘lesioni multiple agli organi toraco-addominali’. Al momento, quindi, sembrerebbe escluso che il decesso sia stato causato da un malore o da una patologia”. Parla l’avvocato Giovanna Cacciapuoti che rende noti i primi esiti dell’autopsia eseguita sulla salma di Emanuele Melillo.

Cacciapuoti, legale della famiglia Melillo, afferma: “Ad ogni modo bisogna attendere l’esito degli esami istologici al cuore e al cervello, e di quello tossicologico, per avere un quadro più chiaro“.

L’INCARICO DELL’AUTOPSIA SUL CORPO DI EMANUELE

Incarico per l’autopsia conferito stamattina dal medico legale Marta Moccia negli uffici della Procura di Napoli. Le operazioni peritali, alla presenza del consulente di parte dottor Francesco Paciolla, sono iniziate intorno alle 13 nel Secondo Policlinico di Napoli: concluse intorno alle 15.

Il sostituto procuratore di Napoli Domenico Musto si è pronunciato contro l’istanza di cremazione della salma. Si attenderà prima della restituzione alla famiglia per la tumulazione. La salma resterà sotto custodia nel Secondo Policlinico in attesa di eventuali ulteriori approfondimenti che, al momento, non possono essere esclusi. La relazione del consulente nominato dalla Procura sarà consegnata entro 60 giorni.

GLI ALTRI FERITI

Intanto migliorano le condizioni dei feriti nell’incidente di Capri ricoverati nell’ospedale del Mare di Napoli. Dei tredici inizialmente trasferiti nella struttura partenopea, due risultano dimessi. Altri 10 sono in osservazione clinica, la prognosi resta al momento riservata solo per un paziente. Non si esclude un intervento di nefrectomia che però i medici auspicano ancora di poter evitare.

 

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