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Fabbrica di soldi falsi a Napoli, arriva la stangata per il gruppo Muoio

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Facevano parte di una banda dedita alla fabbricazione di soldi falsi. Un gruppo sgominato dai finanzieri nel maggio dello scorso anno con i baschi verdi che trovarono un ‘tesoro’ da capogiro: 48 milioni di euro.

Fabbrica di soldi falsi a Napoli, arriva la stangata per il gruppo Muoio

A capo della banda, l’espertissimo falsario 70enne Alfredo Muoio, in grado di stampare senza sosta banconote da 50 euro perfettamente contraffatte. Il nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Napoli scoprì la somma in un capannone del quartiere Ponticelli, dove gli imponenti macchinari off-set, provenienti dall’hinterland, precisamente da Casavatore, erano stati trasferiti di recente.

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Per il gruppo sono arrivate le condanne: il capobanda Muoio è stato condannato a quattro anni, tre anni e sei mesi per Alessio Muoio, sei mesi per Antonio Papaccio e Alessandro Aprea in continuazione con altra sentenza, Ernani Vassallo e Michele Rivieccio tre anni e sei mesi. Unico assolto Antonio Piscopo difeso dall’avvocato Giuseppe Perfetto.

Del gruppo Alfredo Muoio è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: tipografo di professione si è sempre dedicato, fin dai tempi delle lire, alla contraffazione monetaria. Più volte ha allestito stamperie clandestine e nel 2006 venne arrestato in flagranza in un capannone di Castel Volturno (Caserta) mentre stampava banconote false da 50 euro.

Non ha mai smesso di dedicarsi alla produzione e commercializzazione di valuta contraffatta e a lui sono riconducibili le riproduzioni più insidiose sia per quanto riguarda il taglio da 100, sia per quelle da 50 euro, peraltro sequestrate in tutta Europa.

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