“Fatemi uscire, sono innocente”, la richiesta di don Michele Barone

Don Michele Barone chiede la scarcerazione

Nuova puntata sul caso di don Michele Barone, il sacerdote del tempio mariano ‘Mia Madonna, mia Salvezza” di San Cipriano d’ Aversa. Il prete, attraverso il suo avvocato, ha chiesto la scarcerazione. E’ stato arrestato il 23 febbraio scorso per violenza sessuale su una ragazzina di 13 anni, affetta da una malattia psichica, poi sottoposta anche a maltrattamenti ed esorcismi. La vicenda di don Michele Barone è emersa grazie ad un servizio realizzato da “Le Iene”. Il sacerdote dal carcere continua a proclamarsi innocente e ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame a cui ha chiesto la scarcerazione dopo che il Gip del Tribunale di Santa Maria aveva confermato la misura della custodia cautelare in carcere.

Per i magistrati il sacerdote,42enne, avrebbe generato “nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio”, sottoponendole “a trattamenti disumani e lesivi della dignità”. Le vittime sarebbero state costrette a subire numerosi atti sessuali, “palpeggiamenti in zone erogene, denudazione e l’aberrante prassi di dormire, nude, insieme al prete e alla sua amante” durante i pellegrinaggi.

Intanto in attesa dell’udienza, fissata per il 14 Marzo, al vaglio degli inquirenti le intercettazioni telefoniche dell’ ex sacerdote. Dalle quali emergono particolari sempre più inquietanti. A quanto pare alcune sedute di esorcismo, sulla minore con la complicità dei familiari, sono avvenute anche a Maddaloni, nel seminterrato della casa in cui la famiglia abitava, prima di trasferirsi a Casapesenna per sottoporre ai “trattamenti” la propria figlia in maniera più comoda.