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Omicidio a Fuorigrotta, il pentito vuota il sacco:”Gli Esposito mi dissero di uccidere uno dei Troncone”

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Iadonisi ed Esposito contro i Troncone. Un’alleanza culminata con l’omicidio di Andrea Merolla, nipote del boss Vitale Troncone. A svelare i particolari di quel delitto il collaboratore di giustizia Michele Ortone, ras in erba della mala di Pianura conosciuto come ‘o biondo che ha ammesso di essere l’esecutore materiale dell’agguato avvenuto in via Caio Duilio nel 2021. Tuttavia, le sue rivelazioni vanno oltre la semplice ammissione di colpa, coinvolgendo i vertici del clan Esposito di Bagnoli e in particolare Cristian Esposito, primogenito del boss Massimiliano ‘o scognat. La notizia anticipata da Luigi Nicolosi per Il Mattino. Il sostituto procuratore Salvatore Prisco ha formalizzato le sue richieste durante l’ultima udienza del processo. Per Michele Ortone è stata proposta una condanna a dieci anni di reclusione,

In un memoriale ‘o biondo ripercorre quella sera tirando in ballo proprio il gruppo di Bagnoli: “Il giorno in cui mi è stato chiesto da Cristian Esposito di sparare ai Troncone era di pomeriggio. Eravamo io, Salvatore Capone e Cristian Marmoreo e ad un certo punto arriva una videochiamata di Cristian, mi chiese di andare a Fuorigrotta per vedere di acchiappare qualcuno dei Troncone e in particolare Giuseppe. Mi disse inoltre che se non avessi acchiappato nessuno di sparare nella saracinesca del bar (bar Troncone)”. Quel delitto fu ‘in diretta’ nel senso più compiuto del termine visto che lo stesso Ortone inquadrò in videochiamata l’obiettivo:”Scesi da via Consalvo e vidi una moto che mi passava davanti. In quel momento mi arrivò una videochiamata di Cristian e girai la video per fargliela vedere. Appena mi vide salì con la moto sul marciapiede della pompa e iniziai a sparare due colpi perché Cristian in video mi disse che era lui. Io vidi solo uno robusto con un casco e una visiera scura. Il giorno dopo venne Matilde Nappi e mi disse che dovevo stare tranquillo perché anche Merolla era armato e mi poteva sparare. Per l’omicidio, Maria Nappi ci regalò una collana d’oro che ho portato in pegno in un centro”, ha rivelato Ortone agli inquirenti.

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