Emmanuele Coppola e la copertina del nuovo libro
Emmanuele Coppola e la copertina del nuovo libro

Finalmente, dopo circa cinque anni di incertezze confusionarie, perlopiù alimentate da una presunta ed impropria rivisitazione storica, tendente a rimettere in discussione la dinamica degli eventi già ricostruiti e divulgati per la prima volta circa quarant’anni fa, è stata ‘‘Chiusa ed archiviata la Questione del ’43’’. Così, infatti, si è voluto intitolare l’ultimo libro dello scrittore e storico Emmanuele Coppola, la cui pubblicazione è stata curata dalla Pro Loco Città di Giugliano, con una breve ed incisiva Prefazione del Prof. Mimmo Savino, editore di altri pregevoli volumi di particolare interesse culturale e di storiografia locale.
La cosiddetta ‘‘Questione del ’43’’ è la ricognizione critica dei tragici eventi che funestarono la popolazione di Giugliano nei mesi di settembre e ottobre del 1943, una sequela di violenze fisiche e psicologiche posta in atto da uno sparuto manipolo di militari nazisti della Wehrmacth, culminata con la fucilazione di tredici inermi ed ignari cittadini davanti al sagrato della Chiesa dell’Annunziata.

L’impianto del libro, per la sua complessiva articolazione, suddiviso in cinque parti, sembrerà polemico in una eventuale considerazione superficiale, se non si tiene conto della necessità di riaffermare la verità storicizzata, poiché negli ultimi cinque anni si è tentato, con maldestre manipolazioni occasionali, di ricostruire e interpretare quei tragici eventi per altre ingiustificate finalità, arrivando ad inventarsi addirittura l’esistenza operativa di una colonna partigiana a Giugliano, della quale avrebbero fatto parte anche alcuni di quei tredici malcapitati cittadini che erano stati fucilati dai militari nazisti per una plateale dimostrazione di forza barbarica.

L’autore, nel meticoloso excursus critico di questo libro, è stato esclusivamente motivato da una tensione culturale, per la quale non si giustifica il cosiddetto ‘‘politicamente corretto’’, ovvero il silenzio e la condiscendenza supina ad una platea numericamente imperante o ad una presunta autorevolezza di quelle fonti che si ritiene non si debbano contrastare. Pertanto, egli non si rappresenta come antagonista dei suoi occasionali interlocutori, ai quali riconosce una diversa intenzionalità critica derivante da informazioni infondate apprese con la superficialità dei neofiti che si lasciano facilmente irretire dalle novità predicate dai pulpiti della cosiddetta ‘‘rete social’’.

L’autore, in fondo, giustifica i suoi interlocutori, perché essi – come scrive nel quarto capitolo – sono stati fuorviati dalla presunta autorità delle fonti, che li ha spinti a reinventare la storia, facendo riaffacciare il fantasma del revisionismo. Quindi, tra il quarto ed il quinto capitolo, che costituiscono la metà del libro di oltre 140 pagine, si dispiega l’incisiva opera di smantellamento di una congerie di asserzioni infondate e di dati inventati da altri ‘‘autorevoli ricercatori accademici’’, ai quali deve imputarsi l’assoluta responsabilità di aver codificate le basi archivistiche di una verità inesistente.

Prima di comiciare a leggere, qualcuno sarà legittimato a domandarsi perché Emmanuele Coppola, storico e scrittore già riconosciuto autorevole per altri argomenti, abbia voluto cimentarsi in quest’altra impegnativa avventura, che giá nel titolo lascia intendere che si tratti di una risposta polemica ad un assunto interlocutorio. Perchè, dunque, egli ha ritenuto di dover riesumare la Questione del ’43? La risposta è evidente già nel titolo: per chiuderla ed archiviarla. Ma c’è una più sottile ed importante motivazione, ed è che non ci si può arrogare il diritto di scrivere impunemente di argomenti storici se non si ha la necessaria documentazione e la capacità di articolare un discorso così complesso. Inoltre, si giustifica ancor più la pubblicazione di questo libro, perché va conservata e trasmessa integra l’esatta ricostruzione storica di quegli eventi che segnarono drammaticamente la coscienza civile di una popolazione inerme costretta a subire l’epilogo disastroso di una guerra che aveva causato lacrime e lutti in moltissime famiglie di Giugliano, che non furono solo quelle dei Tredici Martiri di Piazza Annunziata, ma delle altre cinquantasette vittime che per cinquant’anni, fino al 1993, erano state incredibilmente ignorate. Solo così, ogni anno, nella ricorrenza del 30 Settembre, possiamo continuare a fare memoria di quella Storia che ci appartiene.

Il libro è reperibile in formato cartaceo presso la sede della Pro Loco, Corso Campano 329 (parcheggio, ex Ospedale di Piazza Annunziata). Per informazione: 338 562 6642. – Inoltre, è disponibile on-line in formato digitale sul sito www.prolocogiugliano.it – Esso sarà comunque disponibile presso le Edicole e le Cartolibrerie di Giugliano centro.

 

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